Intrattenimento

Maurizio Costanzo racconta il legame con Fiorello

Sono qui a parlarvi di un mio vecchio amico, Rosario Fiorello, che avrete seguito in gran numero guidare con Amadeus il 71 esimo Festival di Sanremo. Vi spiego perché ho scritto “il mio vecchio amico Rosario Fiorello”. Alla fine degli Anni 80 feci un’inchiesta giornalistica sui villaggi turistici, specie quelli della Sicilia che erano numerosi e frequentati. In quella occasione molti mi citarono il nome di Rosario Fiorello come di un grande, strepitoso intrattenitore.

Incuriosito, cercai di conoscerlo, parlammo un po’ e appena possibile lo invitai al Maurizio Costanzo Show che si teneva quotidianamente al Teatro Parioli di Roma. Venne e fece alcune cose del suo repertorio dei villaggi turistici e la platea si divertì moltissimo. Da quel momento Fiorello fu ospite spesso della mia trasmissione fino a quando, il 26 gennaio 1996, debuttammo su Canale 5, il venerdì sera in prima serata, con il programma dal titolo La febbre del venerdì sera che aveva preso spunto dal famoso film La febbre del sabato sera. In realtà quel programma fu un successo personale di Fiorello, che veniva dal Karaoke, ma in questa trasmissione fece conoscere il meglio di sé.

Con noi c’era anche Lello Arena (ricordate Lello Arena, Enzo Decaro e Massimo Troisi, il trio “La smorfia”?) e una showgirl, Randi Ingerman. Poi c’erano ospiti, cantanti e l’orchestra era diretta da Vince Tempera. Vi dico soltanto che nella prima puntata il programma fu seguito da 8 milioni e 329 mila telespettatori con il 30,51 per cento di share. Anche le altre puntate andarono bene e il tutto si attestò sul 30 per cento di share.

Oggi sono pochissimi, si contano sulle dita di una mano, i programmi che arrivano a una percentuale simile. Dopo questo successo, mentre ero chiamato nell’ottobre del 1996 a occuparmi del pomeriggio domenicale di Canale 5 con Buona Domenica, mi fu facile volere accanto a me Fiorello che si unì ad altri come Enrico Papi, Luca Laurenti, Massimo Lopez, nella conduzione di cinque ore e mezzo pomeridiane della domenica. Un grande impegno.

Vi devo confessare che mentre scrivo queste cose su Fiorello, del quale sono rimasto amico, mi sorge il dubbio che io abbia fatto prima Buona Domenica con lui e dopo La febbre del venerdì sera. Quel che conta è che Fiorello è e rimane un grandissimo artista e un amico. Negli anni ho avuto occasione di conoscere il fratello Beppe e la sorella Catena, che ha scritto libri interessanti.

A testimonianza dell’amicizia di cui vi dicevo, vi racconto due cose. La prima è che, malgrado fossi molto restìo, Fiorello mi convinse a fare con lui una parodia dei Blues Brothers interpretando il brano Cocaine. Se mi capita ogni tanto di rivedere quelle immagini ancora mi diverto, ma ancora mi vergogno. La seconda riguarda il mio compleanno. Io compio gli anni alla fine di agosto. Ogni tanto Fiorello mi fa gli auguri cambiando voce, imitando qualcuno.

L’ultima volta mi ha fatto gli auguri imitando alla perfezione la voce dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e io ci sono caduto, ringraziando il medesimo dell’attenzione, prima che Fiorello si rivelasse. Fiorello ha 60 anni e fra poco ne compirà 61, ma ancora non ho capito cosa voglia fare da grande. Personalmente ritengo che sia il più bravo showman che abbiamo in Italia e non vi nascondo che mi piacerebbe, in un modo o nell’altro, tornare a lavorare con lui. Ma non importa, mi basta vederlo in tv.

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