Omar Sy è un Lupin nero su Netflix. La recensione

Anno nuovo, vita nuova, si usa dire. Ma ora l’antico proverbio va aggiornato. L’inizio del 2021, infatti, ci regala la messa in onda di una nuova serie televisiva la cui star è un celeberrimo personaggio nato nel 1905 dalla fantasia dello scrittore francese Maurice Leblanc: Arsenio Lupin.

Il ladro gentiluomo, le cui avventure da 115 anni appassionano non solo i lettori ma pure gli spettatori al cinema e in Tv, è tornato dall’8 gennaio su Netflix nella fiction Lupin. Creata da George Kay in collaborazione con François Uzan e prodotta da Gaumont Télévision, la serie è composta da una prima parte intitolata Dans l’ombre d’Arsène, (All’ombra di Arsenio), di cinque episodi, cui ne seguirà una seconda le cui date non sono ancora state rese note.

La sorpresa è il nome dell’attore che interpreta Arsenio Lupin. È Omar Sy, 42 anni, il divo di origini senegalesi e mauritane diventato famoso nel 2011 con Quasi amici. Un successo che gli ha aperto le porte verso ruoli altrettanto importanti in X Men – Giorni di un futuro passato (2014), Jurassic World (2015), Famiglia all’improvviso (2016), Wolf Call-Minaccia in alto mare (2019). A causa del colore della pelle, la scelta di Sy in Francia ha creato le proteste dei denigratori di professione sui social: “È come se Gérard Depardieu interpretasse Nelson Mandela”, hanno scritto in troppi. La risposta migliore è quanto dichiarato dallo stesso attore: «Sono entusiasta di questo ruolo.

Arsenio Lupin, personaggio unico e carismatico, prende di nuovo vita in un adattamento del tutto inaspettato». Ecco il vero punto. In Lupin non ci sono carrozze trainate da cavalli e uomini in tuba e frac, come nell’originale. La vicenda, infatti, si svolge ai nostri giorni.

Il protagonista con il volto di Omar Sy si chiama Assane Diop, vive di espedienti, è sposato con una donna che non ama più ed è poco attento ai bisogni di suo figlio. In realtà è un ladro abilissimo, intelligente e calcolatore che per realizzare i suoi colpi prende ispirazione da Arsène Lupin, il libro di Leblanc che da bambino ricevette in dono dal padre.

La figura paterna nella trama è importante. L’uomo era al servizio della ricca famiglia Pellegrini, che lo accusò ingiustamente di un furto per il quale finì in prigione, dove si suicidò. Assane, dunque, usa le sue capacità per vendicare la memoria del padre. Agisce cambiando continuamente identità, mascherandosi proprio come faceva il ladro gentiluomo, che omaggia scegliendosi nomi come Luis Perenna o Paul Serinne, tutti anagrammi di Arsène Lupin.

Trattandosi di un adattamento moderno non mancano inseguimenti mozzafiato per le vie di Parigi, set della fiction, sebbene alcune scene siano state girate anche a Étretat, in Normandia. Un luogo speciale: qui, al 15 di rue Guy de Maupassant, si trova la casa di Maurice Leblanc, trasformata nel 1998 in museo, Le Clos Arsène Lupin. Arsenio Lupin è esistito davvero?

No, non ha riscontro nella realtà. Pare, però, che Leblanc abbia trovato lo spunto per il suo personaggio in Marius Jacob, un anarchico vissuto tra il 1879 e il 1954, che con la sua banda chiamata Les travailleurs de la nuit (i lavoratori della notte) mise a segno 106 rapine.

Mai nei confronti di chi considerava “umani rispettabili e utili alla società”, ovvero medici, artisti, scienziati. E sempre per finanziare circoli operai e libertari o soccorrere i più deboli. Nella finzione, invece, Lupin è la stella di 17 romanzi, 39 racconti e 5 pièce teatrali firmate da Leblanc.

Ma è pure un grande protagonista al cinema. Nel 1957 uscì con enorme successo il film Le avventure di Arsenio Lupin: il ladro aveva il volto dell’attore francese Robert Lamoureux. Il quale due anni più tardi comparve anche ne Il ritorno di Arsenio Lupin, con al fianco Alida Maria Altenburger Von Marckenstein und Frauenberg, che potrebbe sembrare una identità inventata proprio da Lupin e invece è il vero nome della diva Alida Valli.

Poi nel 1962 fu la volta di Arsenio Lupin contro Arsenio Lupin, con Jean Claude Brialy e Jean Pierre Cassel: il ladro gentiluomo aveva due figli, che alla sua morte ne prendono il posto. Ma non va sempre così bene: nel 2004 Arsenio Lupin, con l’attore francese Romain Duris, è un fiasco.

Manca la stella più brillante e conosciuta da noi italiani nei panni del mitico ladro. Si tratta del francese Georges Descrières, il magnifico interprete di Arsenio Lupin nell’omonimo sceneggiato trasmesso dalla Rai dal 1971 al 1974.

Per quel ruolo battè addirittura la concorrenza di Jean-Paul Belmondo. Il successo fu tale che durante la messa in onda l’attore riceveva migliaia di lettere da parte di spettatori che, identificandolo ormai nel vero Lupin, si appellavano a lui per riparare i torti subìti. Anche Georges ebbe vicino un’italiana: una giovanissima Raffaella Carrà, allora 28 anni, nell’episodio La donna dai due sorrisi (1971).

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