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Orietta Berti: chi è, carriera, età, marito, figli, Osvaldo Paterlini, Omar e Otis

Orietta Berti: chi è, età, carriera

Orietta Berti, pseudonimo di Orietta Galimberti, è nata a Cavriago il 1 giugno del 1943. Ha cominciato a cantare da giovanissima e ha studiato musica e canto lirico. Nel 1961 ha partecipato alla sua prima manifestazione canora ufficiale e nel 1964 ha firmato un contratto per la Polydor. Il successo per Orietta Berti è arrivato nel 1965 con Tu sei quello, che ha vinto il Disco per l’estate 1965 e la Mostra Internazionale di Musica Leggera.

Orietta Berti è un’artista particolarmente amata ed è stata soprannominata da Silvio Gigli la ‘capinera dell’Emilia’. Nel corso della sua brillante carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi e ha ottenuto 4 dischi d’oro, un disco di platino e due d’argento.

Orietta Berti: la vita privata

Orietta Berti è sposata dal 1967 con Osvaldo Paterlini. La coppia, molto unita, ha due figli.

Prima di salire sul palco ha sfiorato un cornetto d’argento. «Era finito sotto al letto. I miei nove gatti avevano disseminato per casa la mia bigiotteria americana, dopo aver rotto con le unghie la scatola che la conteneva. Quel ciondolo ritrovato mi è sembrato un segno del destino, così l’ho portato a Sanremo con me», racconta Orietta Berti. E dopo essersi esibita la cantante ha pensato subito al sorriso della nipotina Olivia, la bambina che tiene in braccio in queste foto.

È la terza volta che nonna Orietta la mostra, in esclusiva, ai lettori di Gente. «Riguardo spesso la sua foto con il microfono in mano. Olivia ha una faccetta furba, sembra pronta a fare un duetto con me», dice la Berti. «Ha quasi due anni, tra un pochino so che mi darà soddisfazioni: ha una bella vocina, è chiacchierina e si arrabbia perché non capiamo il suo linguaggio. E ha il ritmo nel sangue. Vedessi come balla quando le faccio ascoltare bossa nova o cumbia…».

Anche per una veterana come Orietta, che conta 12 partecipazioni al festival e oltre 16 milioni di dischi venduti, il ritorno a Sanremo, dopo 29 anni di assenza, è stato da batticuore fortissimo. Il supporto di piccoli portafortuna era necessario per superare certi momenti. Il cornicello e il sorriso della bambina che l’ha aiutata a preparare la valigia, infilando le sue manine in ogni piega dei vestiti, le hanno dato tranquillità e sicurezza.

«Olivia ha portato nella mia famiglia una ventata di freschezza e ha amplificato quel sentimento di tenerezza che da sempre aleggia in casa nostra. Adesso che sta crescendo è bellissimo vedere il mondo attraverso i suoi occhietti, le sue espressioni, i suoi ohhh pieni di meraviglia. Pensa che quando mi vede in Tv, mi chiama, batte le mani e vorrebbe che io uscissi da là per sedermi sul divano a giocare con lei», prosegue Orietta. «In questa bimba, che io chiamo Pupe, ritrovo la curiosità e la voglia di vita che mi sono sempre appartenute. Ancora oggi vivo di entusiasmi ed emozioni e questo spirito lieve illumina le mie giornate».

Orietta  Berti nasce artisticamente nel 1961 quando, dopo una lunga gavetta fatta di studio ed esibizioni in vari locali dell’Emilia, partecipa alla prima manifestazione canora ufficiale “Il disco d’oro” indetta dall’Enal di Reggio Emilia e vincendo grazia alla sua interpretazione de ”Il cielo in una stanza”, brano di Gino Paoli lanciato con enorme successo l’anno prima da Mina. Insieme a lei si posiziona alla prima posizione un’altra grande della musica italiana, Iva Zanicchi. In occasione di questo concorso, conosce al teatro municipale di Reggio Emilia il direttore artistico della Karim, Giorgio Calabrese, che le propone di firmare un contratto. Orietta Berti, all’anagrafe Orietta Galimberti, è nata a Cavriago (Reggio Emilia) il 1 giugno del 1943 ed è una delle più popolari interpreti femminili degli anni Sessanta, perfetta intonazione, garbo nelle interpretazioni. Soprannominata da Silvio Gigli la ”capinera dell’Emilia” e, successivamente, l”’usignolo di Cavriago”, durante la sua carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d’oro, un disco di platino e due d’argento.

La cantante s’impone all’attenzione del pubblico fino ai giorni nostri. Il successo arriva grazie a “Un disco per l’estate” 1965, dove la giovane cantante propone “Tu sei quello”. Dopo aver partecipato anche alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, Orietta Berti arriva al primo posto al “Festival delle Rose” con il brano “Voglio dirti grazie”. Il nuovo decennio si apre con una serie di successi: Fin che la barca va del 1970, forse la sua canzone più conosciuta (classificatasi terza a Un disco per l’estate 1970), Tipitipitì (dello stesso anno, finalista a Sanremo), Una bambola blu (finalista a Canzonissima) e Via dei Ciclamini del 1971 (canzone apparentemente spensierata ma che, nel testo, affronta il tema della prostituzione); tutte entrano nei primi posti della hit-parade.


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