Paolo Ciavarro e Clizia Incorvaia annunciano: ”Siamo quasi alla fine…”

L’essenziale è invisibile agli occhi, è vero. Si avverte con il cuore. E a volte si fa sentire. Eccome se si fa sentire. In una girandola di suggestioni ed emozioni è accaduto questo sul set del servizio fotografico esclusivo, che dedichiamo a Paolo Ciavarro e Clizia Incorvaia, incinta di sette mesi.

Il loro bambino ha scalciato, si è mosso per tutto il tempo, quasi a dire: “Ehi, ci sono anch’io! Presto arrivo”. «Non vediamo l’ora. Questi mesi sono volati, ne mancano due e mezzo: a fine febbraio terremo tra le braccia nostro figlio. Finalmente lo conosceremo, lo guarderemo negli occhi. Per ora ci godiamo l’attesa, i suoi calcetti nella pancia che mi tengono tanta compagnia, e questo Natale speciale è ancora più magico grazie al più grande dono che potessimo ricevere: lui, il nostro bebè», racconta Clizia, mentre Paolo la guarda innamorato e premuroso.

Paolo, che sensazioni stai provando da quasi papà? «Indescrivibili. Splendide. La prima volta che ho sentito il battito mi sono commosso. Sto vivendo un mix di gioia, curiosità, gratitudine. Vorrei bruciare le tappe, essere già a febbraio, perché è una vita che aspetto questo momento, che aspetto Clizia, la donna giusta con la quale guardare avanti e costruire il futuro».

Tu, Clizia, come ti senti? I primi tre mesi non sono stati semplici… «Ero molto debole, sono stata sempre a letto perché quando mi alzavo avvertivo nausea, giramenti di testa. Appena sono entrata nel quarto mese ho iniziato a migliorare, fino a stare bene.

Oggi non lo dico più sottovoce, ma lo grido: la gravidanza è uno stato di beatitudine assoluta e va onorata. Anche se ci sono fasi delicate. E comunque, una volta affrontate, passano e lasciano spazio alla gioia di sentire che una nuova vita cresce dentro di te». A febbraio festeggerete due anni d’amore, uno di convivenza e diventerete genitori. Potere della coincidenza! «È vero, è come se si chiudesse un cerchio e se ne aprisse uno ancora più grande.

Siamo stati da subito rapidi nell’evoluzione del nostre legame. Paolo mi ha conquistato per la sua purezza d’animo, perché sa rispettare chiunque gli sta attorno, perché ha lo stesso modo romantico di concepire l’amore che ho io, quello con il quale mi hanno cresciuta i miei genitori. Romantico e assoluto». In che senso? «Non esistono distrazioni o intromissioni: c’è la coppia, c’è la famiglia, il senso dell’unione.

Il desiderio di un figlio è stato uno dei primi argomenti affrontati ancor prima di metterci insieme. Paolo mi diceva: “La prossima donna che avrò sarà la madre dei mie figli”, tanto era forte il suo desiderio di paternità. Ed eccoci qui, con “bebè” quasi tra noi. Per ora lo chiamiamo così». Non avete ancora scelto il nome? «A Paolo piacerebbe Gabriele, come avrebbe voluto chiamarsi lui da bambino. Oppure Andrea, ma così si chiama suo fratello.

Allora dico che a me piace Mattia, come il mio di fratello (ride Clizia, ndr). Comunque, a entrambi non dispiacciono Lorenzo e Leonardo. Lo guarderemo in faccia e sceglieremo il nome che più gli si addice». Parliamo del parto: sei più orientata verso il naturale o il cesareo? «Preferirei avvenisse in modo naturale. Anche con la mia primogenita Nina, che ha sei anni (nata dal legame con Francesco Sarcina, ndr), ho partorito così ed è andata bene». Paolo, assisterai? «Mi piacerebbe molto.

Ne stiamo parlando. Clizia non ha ancora deciso se mi vorrà o meno. È un momento molto intimo per una donna, preferisco che sia lei a scegliere. Finora l’ho accompagnata a ogni visita, ecografia, controllo. Sono così presente e partecipe che è come se la stessi vivendo in prima persona questa gravidanza…». Clizia, l’attesa ha cambiato i vostri equilibri di coppia? «Ci siamo legati, ancora di più, se possibile. Paolo è attentissimo, quasi paterno: mi vizia un po’, ama cucinare per me, ha smesso di mangiare i cibi che io in questo momento non posso nemmeno assaggiare. Ogni giorno mi conferma con gesti e attenzioni che è un uomo e sarà un papà speciale».

Sei in gran forma per essere al settimo mese. Quanti chili hai preso? «Non mi sto pesando! Ma c’è un perché: non voglio farmi condizionare dalla bilancia. Voglio soddisfare appieno questo senso di beatitudine, non la mia vanità. Con Nina avevo preso dieci chili, ero stata attenta, e un paio di settimane dopo il parto riuscivo ad allacciare la taglia 40. Sono esile di costituzione, ma non mi spaventa vedere il corpo che cambia. Anzi, queste curve che via via si fanno più generose, burrose, mi fanno sentire sensuale come mai, perché io, di natura, non brillo per sex appeal (Paolo la guarda e sussurra: «Sei bellissima», ndr).

Con l’anno nuovo darai alla luce un’altra creatura. Ce ne vuoi parlare? «In gravidanza mi sento ancora più estrosa, energetica, e ho creato la mia prima collezione di bambole: sei baby born, per i quali ho ideato una collezione di abitini. Inoltre ho incrementato la varietà dei prodotti che presento nel mio e-commerce, Clizia’s world». Tu e Paolo non progettate nulla insieme? «Nel 2022 potremmo essere protagonisti di uno speciale in Tv sulla nostra famiglia. Ma è presto per parlarne». Di nozze, invece, ne parlate mai? «Certo, prima o poi accadrà, magari sarà a sorpresa, chissà. Per ora siamo concentrati sulla nascita di “bebè”, la più bella sorpresa dell’anno che verrà. Il nostro dono, per la vita

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