Tommaso Buscetta: chi era, causa della morte, vita privata, arresto Brasile, pentito, moglie e figli

Tommaso Buscetta è conosciuto come Don Masino ed è considerato il boss dei Due Mondi per il fatto di aver portato avanti un’attività mafiosa tra l’Europa e l’America. È conosciuto anche da sempre per essere il più grande pentito di mafia ovvero un collaboratore di giustizia che ha rivelato tanto se non tutto su cosa nostra. Ha collaborato con Giovanni Falcone e con Borsellino. Ma cosa conosciamo di lui e della sua vita privata? Chi è stato davvero Tommaso Buscetta?

Tommaso Buscetta chi era

Conosciuto come Don Masino da sempre considerato il boss dei Due Mondi conosceva tutto di Cosa nostra e della Cupola mafiosa. Sapeva vita, morte e miracolo dei vari componenti della mafia siciliana, soprattutto negli Stati Uniti. Successivamente è diventato pentito o collaboratore di giustizia ed ha collaborato Infatti con i giudici Giovanni Falcone e Borsellino. È stato proprio il primissimo collaboratore a svelare ai magistrati tutti i meccanismi e gli affari della malavita organizzata. Potremmo dire che Buscetta è stato un vero e proprio personaggio chiave nelle inchieste che sono state portate avanti negli anni dai Giudici Falcone e Borsellino. Le sue dichiarazioni e le sue confessioni hanno fatto sì che i giudici potessero fare il loro lavoro e soprattutto portare alla luce tanto.

La vita privata

È nato il 13 luglio 1928 e pare che fin da ragazzino forse particolarmente sveglio e attento, ma soprattutto avesse voglia di crescere in fretta. Si è sposato quando era molto giovane e nello specifico è convolato a Nozze a 16 anni. Per tirare avanti e mantenere la sua famiglia, inizialmente pare avesse intrapreso delle attività illegali legate al mercato nero. Aveva Infatti iniziato a smerciare in modo clandestino le tessere per il razionamento della farina. È stato poi con l’arrivo dei figli che ha cambiato strada e si è trasferito in Brasile dove ha aperto una vetreria. Purtroppo però pare che gli affari non andassero bene e così si trasferì di nuovo in Sicilia intraprendendo una brutta strada.

L’arresto e il pentimento

Nel 1958 venne arrestato per contrabbando di sigarette e associazione a delinquere. Nei primi anni sessanta poi in Sicilia scoppiò una vera e propria guerra di mafia. È il principale killer dei botti Pietro Torretta e Michele cavataio. Nel 1968 è stato condannato a 10 anni di carcere per associazione a delinquere e negli anni 80, poi scappò in Brasile per nascondersi  ma venne arrestato dalle autorità brasiliane per il crimine commesso ed estradato in Italia. È stato così che poi ha deciso di diventare un collaboratore di giustizia incontrando Giovanni Falcone e collaborando. È morto poi all’età di 71 anni il 2 aprile 2008, dopo aver lottato contro un brutto male


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