Agata Scuto: la confessione dell’ex patrigno durante un’intercettazione ambientale “Parlava da solo in macchina”

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Ricorderete sicuramente il caso di Agata Scuto, la giovane disabile scomparsa esattamente il 4 giugno 2012 all’età di 12 anni. Sono trascorsi esattamente dieci anni da quando la giovane è scomparsa, ma fortunatamente sembrano esserci delle novità in questo caso di cronaca. Sarebbe stato arrestato un uomo dai carabinieri di Catania accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Si tratterebbe di Rosario Palermo l’ex convivente della madre di Agata. L’uomo sarebbe stato arrestato, dopo che era stato intercettato mentre parlava in auto da solo. L’uomo pare dicesse di avere paura che il corpo della giovane, strangolata e bruciata, potesse essere ritrovato.

Agata Scuto, il caso dell’omicidio della giovane disabile

Sembra che l’uomo fosse molto preoccupato e stesse commentando una puntata di CHi l’ha visto?, andata in onda in queste settimane. Non si è mai smesso di indagare sulla scomparsa della giovane Agata Scuto. Ufficialmente le indagini erano ripartite nel 2020 dopo una segnalazione arrivata a Chi l’ha visto? Qualcuno pare avesse ipotizzato che la giovane disabile, che soffriva di epilessia e di una menomazione al braccio ed alla gamba, potesse trovarsi, ovviamente morta, nascosta nella cantina della casa della madre. Sono state così effettuate tutte le ricerche del caso, ma purtroppo il corpo della giovane non è stato ritrovato.

Arrestato Rosario Palermo

Ci sarebbe stata però un’intercettazione ambientale che ha di fatto inchiodato l’uomo che parlando tra se e se ha praticamente confessato il delitto. Avrebbe anche aggiunto di essere colpevole di occultamento di cadavere. «gravi indizi di colpevolezza e responsabilità dell’uomo per l’omicidio e l’occultamento del cadavere», hanno fatto sapere gli inquirenti. «spaventato dal suo possibile arresto, manifestava il proprio timore che il corpo di Agata Scuto venisse trovato in un casolare a Pachino e che si accertasse che la stessa era stata strangolata e bruciata, riflettendo sulla necessità, inoltre, di recarsi sul luogo per verificare cosa fosse rimasto del cadavere». Questo quanto fatto sapere dalla Procura di Catania.

Le parole della Procura di Catania

«Al fine di inquinare le prove, l’indagato, durante le restrizioni alla libera circolazione dovute alla pandemia, avrebbe cercato di nascondere in una località sull’Etna un tondino di ferro intriso del suo sangue». Queste le parole dell’accusa della Procura di Catania. Rosario Palermo era stato già indagato alcuni anni dopo la scomparsa di Agata Scuto. Era stato indagato proprio peril sospetto della madre della giovane che avrebbe intrattenuto una relazione con il patrigno e che potesse essere rimasta incinta.




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