Alessia Pifferi: “Volevo futuro col mio compagno”. Il gip: “Nessun rispetto per la vita”

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Alessia Pifferi, la donna di 37 anni in carcere con l’accusa di aver morire di fame la figlia di 16 mesi nel suo appartamento di Milano, “ha anteposto i propri interessi a quelli anche altrui mantenendo una relazione con il compagno quando questo ha significato infliggere alla bambina enormi, che sono arrivate fino a causarne la morte”. È quanto si legge nell’ordinanza firmata dal Gip Fabrizio Filici, con cui il giudice per le indagini preliminari ha disposto oggi la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti della donna.

La stessa Pifferi, in una dichiarazione rilasciata al momento dell’arresto per l’omicidio della Diana figlia di quasi un anno e mezzo, abbandonata per sei giorni nella sua casa milanese nel quartiere di Ponte Lambro, ha detto agli inquirenti che “contavo sulla possibilità di avere un futuro con il mio compagno” e “infatti era proprio quello che cercavo di capire in quei giorni: per questo ritenevo fondamentale non quei giorni in cui ero lui anche quando temevo la bambina potrebbe stare molto o morire” .

Il giudice ha rilevato che la donna era consapevole della “possibilità che più concreta” che la fosse figlia morta o in fin di vita e l’ha soppesata, tuttavia, in un processo mentale che ha restituito in modo molto trasparente con le sue dichiarazioni. La donna considerava la morte della bambina probabile, se non certa, e la desiderava. Non la perseguiva come obiettivo finale, ma non la escludeva nemmeno.

Nell’interrogatorio di ieri la Pifferi ha raccontato al giudice di non essere stata tranquilla oltre il terzo giorno in cui il figlio era solo, ma che la stanchezza l’ha sopraffatta e che lei è una madre single senza assistenza, era quindi molto pesante. Quando lunedì è tornata a Milano per un appuntamento di lavoro, la Pifferi pensava di approfittare di questo passaggio a Milano per andare a prendere il figlio, che era rimasto solo in casa dal 14 luglio, ma dopo aver avuto una discussione con lui, non l ‘ha fatto. Ha inoltre dichiarato: “È difficile essere una madre single e ultimamente ero molto stanca”.

La donna ha spiegato di mantenersi con “gli aiuti di mia madre che mi mandava un po’ di soldi tutti i mesi” e poi di aver “attivato i bonus a cui potevo avere diritto per la bambina”. E ha riferito molti dettagli sulla relazione col compagno, che si era interrotta a gennaio ed era ripresa a giugno. Ha raccontato di aver frequentato altri due uomini in quei mesi ma per il gip lei è “una personalità non equilibrata, incline alla mistificazione e strumentalizzazione degli affetti” e “segnata da una totale mancanza di rispetto per la vita umana”.




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