Allergia ai pollini: a chi serve l’immunoterapia specifica e quando farla

Allergia ai pollini, quando e a chi serve una immunoterapia ben specifica? Ebbene si, è arrivato il periodo dell’anno in cui purtroppo chi soffre di allergia al polline comincia a stare parecchio male. Sono sempre di più i soggetti allergici al polline che già in questi giorni devono purtroppo fare i conti con starnuti, naso chiuso, occhi che si arrossano e altri disturbi per via del polline che comincia a circolare nell’aria. Ma come poter eliminare questo problema dalla radice? Questo sembra essere impossibile.

Allergia ai pollini, cosa può fare lo specialista per aiutare chi ne soffre

Ad ogni modo, lo specialista sembra che possa in casi ben specifici provare a desensibilizzare chi ne soffre. Ovviamente però in questo caos bisognerà andare a definire i pollini delle graminacee che causano questi disturbi. Insomma, bisognerebbe andare ad individuare un trattamento causale del quadro che purtroppo vanno poi a decretare questi “pericoli” e che circolano nell’ambiente. E’ questo quello che viene definito immunoterapia allergene specifica o ATM. Ma come si effettua questo trattamento?

Immunoterapia allergene specifica, uno dei trattamenti da provare

Partiamo dal presupposto che in questo periodo la maggior parte dei pollini presenti nell’aria sono quelli delle graminacee. Sarebbero circa venti tipi di piante, che si trovano in ogni zona d’Italia. Il periodo dell’impollinazione ha inizio proprio in questi giorni e poi va crescendo fino ad arrivare al mese di maggio e poi inizia a calare. Questo causa i primi effetti dell’allergia.“La maggior parte dei pazienti diventano sintomatici all’allergia alle graminacee nella seconda infanzia cioè tra gli 11 ed i 17 anni “ma si può sviluppare per la prima volta una allergia sintomatica anche nell’età adulta fino ai 40 anni e oltre. La frequenza è equivalente tra maschi e femmine senza una distinzione particolare, mentre l’ereditarietà per questo tipo di allergie è accentuata rispetto ad altri allergeni: chi è allergico alle graminacee tende ad avere figli con la stessa allergia”. Questo quanto spiegato nello specifico da Samuele Burastero, ovvero il ricercatori allergologo dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

I sintomi

I sintomi in questo caso sono comuni alle allergie respiratorie e sono naso chiuso e che cola, gli starnuti, il respiro affannoso, prurito, lacrimazione degli occhi e le palpebre infiammante.“La grossa differenza rispetto ad un semplice raffreddore è che, in caso di allergia alle graminacee, il secreto nasale è liquido come l’acqua, si parla infatti di rinorrea sierosa. Il raffreddore allergico dovuto alle graminacee è accompagnato da sintomi agli occhi che si arrossano, che lacrimano, che prudono, spesso si può associare anche il prurito alle orecchie o in gola”. Queste le parole dell’esperto.

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