Andrea, duca di York adesso rischia l’esilio

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Da figlio prediletto della regina a parente non gradito, cancellato con un tratto di penna anche dagli eventi dinastici. Relegato a un ruolo marginale in occasione del Giubileo di Platino, dal quale è stato assente perché malato di Covid, il principe Andrea sperava di tornare alla vita pubblica, il 13 giugno, per il Garter Day, la cerimonia annuale durante la quale i cavalieri dell’Ordine della Giarrettiera si riuniscono nella sala del trono di Windsor per il capitolo generale dell’ordine (un’assemblea) e, dopo il pranzo con la sovrana, sfilano dagli State Apartments verso la Cappella di San Giorgio indossando i pittoreschi paramenti e le insegne cavalleresche.

Inizialmente prevista nel programma ufficiale, la partecipazione del duca di York, cavaliere dell’ordine. è stata invece annullata per volontà del principe Carlo e soprattutto del figlio William, il quale ha anche minacciato di dare forfait se lo zio si fosse unito al corteo a cui assiste sempre un folto pubblico. Una presenza non opportuna quella di Andrea, le cui vicende personali, secondo il fratello e il nipote, non sono in linea con lo spirito dell’ordine cavalleresco più prestigioso del mondo (creato da re Edoardo III nel 1348) che ancora oggi ha, per la monarchia britannica, un enorme valore simbolico.

I cavalieri (24 ordinari, più i sovrannumerari, cioè i membri della famiglia reale e i sovrani stranieri) sono gli eletti, i puri, i fedeli compagni del sovrano posti sotto la protezione di San Giorgio, patrono d’Inghilterra. In questa compagine l’assai problematico terzogenito di Elisabetta rischiava di essere una nota molto stonata. Fra l’altro la contestata presenza di Andrea avrebbe sicuramente messo in secondo piano l’ingresso ufficiale (dopo l’annuncio il 31 dicembre scorso) di Camilla, duchessa di Cornovaglia, fra le Royal lady of the Garter, le donne reali insignite della Giarrettiera: oltre alla futura regina consorte, appartengono all’ordine la cugina di Elisabetta II, la principessa Alexandra, e la figlia Anna. Questa esclusione è stato un ulteriore schiaffo per il principe, la cui caduta è stata accelerata dalle vicende giudiziarie, che da anni era un “osservato speciale”.

Le intemperanze pubbliche e private, il fallimento come guida delle missioni commerciali, gli affari non proprio chiari condotti a fianco di amici poco affidabili, avevano fatto del duca di York un working royal marginalizzato e sempre più inviso al fratello maggiore. Lo scandalo Epstein, le accuse di molestie da parte di Virginia Roberts e l’enorme esborso di denaro (circa 14 milioni di euro) per evitare il confronto in tribunale hanno chiuso definitivamente il cerchio intorno ad Andrea.

Carlo, che insieme al primogenito si sta spendendo anima e corpo per trasformare la Firm, la ditta, in un esempio di lealtà, correttezza e trasparenza, ha colto la palla al balzo e all’inizio dell’anno ha convinto la madre a dare un virtuale benservito a questo principe così poco presentabile che, inoltre, non ha mai né chiesto scusa, né mostrato il minimo rammarico per quanto accaduto. Andrea ha mantenuto il titolo ducale ma non può più usare il trattamento di “altezza reale” ed è stato privato di tutti i gradi militari onorifici fra cui quello di colonnello delle Grenadier Guards che aveva ereditato dal padre Filippo.

Un incarico simbolico ma enormemente prestigioso al quale teneva moltissimo, tanto da prendere persino lezioni di equitazione perché lui è l’unico dei quattro rampolli reali a non avere feeling con i cavalli. Un allontanamento dalla scena pubblica che il duca di York ritiene ingiusto e al quale non si è mai rassegnato. Tanto è vero che Andrea non ha mai perso le speranze di tornare ad avere un ruolo e ha continuato a sollecitare la madre sia per essere reintegrato nella sua posizione sia per coinvolgere le figlie Beatrice ed Eugenia nella vita ufficiale della famiglia reale.

Un pressing quotidiano, dicono ben informate fonti di Palazzo, nei confronti dell’anziana regina reso ancora più agevole dal fatto che Andrea risiede a Royal Lodge, un edificio che si trova nel Great Park di Windsor e a pochi minuti dal castello dove Elisabetta II vive ormai in pianta stabile. Ma questa “consuetudine” verrà recisa dal prossimo trasferimento dei duchi di Cambridge, con George, Charlotte e Louis, nell’Adelaide Cottage, ancora più vicina al castello.

Una scelta che deve aver fatto infuriare ulteriormente il principe Andrea, in quanto su quel villino dallo stile indefinito aveva messo gli occhi come sistemazione della figlia Eugenie, sposata con Jack Brooksbank e mamma di August, 1 anno. Che fine farà, dunque, il duca di York? Nel suo futuro potrebbe esserci persino una forma di esilio. Qualcuno a Buckingham Palace sta pensando a lui per ricoprire un ruolo vacante: quello di guardiano reale del castello e della tenuta di Balmoral, ai margini estremi delle Highlands scozzesi. Molto, molto lontano da Londra. E dalla regina, la sua ultima, ma ormai provata alleata.

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