Camilla era d’accordo che il re Carlo sposasse Lady Diana


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È morta la regina, viva il re. Nessuno a Londra e nemmeno nei giornali più vicini alla famiglia reale ha usato questa espressione storica, nel segno della continuazione della monarchia, non certo perché i repubblicani siano più numerosi nel Regno Unito e non solo per la delicatezza di non voler usare un’espressione di felicitazioni in un momento di lutto, ora giudicato più forte come emozione rispetto alla volontà di continuare il potere prestabilito con Re Carlo III.

No, il fatto è che Carlo ancora una volta viene eclissato in un cono d’ombra, prima la popolarità di Elisabetta, impareggiabile, poi quella di Diana, la donna più famosa e amata del mondo, poi la storia con Camilla venuta alla luce, ma che gli ha tolto anche il ruolo di vedovo cui nessuno (tabloid compresi) ha rivolto una parola di cordoglio quando Dianamorì nel 1997, infine la presenza di un figlio, William, che molti avrebbero voluto avere come successore della nonna e che solo la tradizione consolidata in mille anni di monarchia (un re può abdicare, ma non si può saltare piè pari una generazione) non lo ha visto ora sul trono.

E poi l’ultima “colpa” non aver saputo gestire un figlio come Harry, che ha preferito seguire le indicazioni di una moglie grintosa come Meghan Markle e ha scelto Hollywood e i clamori della cronaca e delle interviste ad effetto piuttosto che seguire la strada del buon senso con un silenzio d’obbligo dopo la sua decisione di andare a vivere in California (ma il silenzio non paga, il clamore a volte sì). Ora dovrebbe uscire il libro di Harry cui l’editore, hanno scritto, ha dato un assegno di 22 milioni di dollari come anticipo, certo di vendere un botto.

Meghan comunque, a sorpresa, è arrivata vestita lutto al Castello di Windsor, per alcuni una presenza imposta con garbo determinato da William, nuovo principe di Galles, che, passando sopra alle dichiarazioni di Meghan sulla famiglia reale (e le accuse più che velate di razzismo che per certi giornalisti britannici erano rivolte alla regina Camilla) l’ha voluta presente con il fratello accanto a lui e a Kate. Hanno detto che è stato proprio Re Carlo a dire a Harry: «Non è gradita » e ha ribadito nel suo primo discorso da re che è meglio che siano in America: «Voglio esprimere il mio amore per Harry e Meghan mentre continuano a costruire le loro vite al di là dell’oceano».

Intanto in tutto questo Camilla è la regina, da amante segreta alla corona. «Ora avrà modo di far capire che splendida persona è», mi dice il giornalista Antonio Caprarica, superesperto della casa reale britannica, buon conoscente della Regina Elisabetta, che lo apprezzava molto. Certo è che nessuno in questi 25 anni dalla morte di Diana ha impedito a Camilla di dimostrare il suo valore e non mi sembra che la sua popolarità sia aumentata, ma ora l’opportunità ce l’ha. Il fatto è che Camilla, come Carlo del resto, sono stati visti come due fedifraghi, lei del marito, Andrew Parker Bowles, da cui ha avuto due figli, lui di Diana che conobbe quando lei aveva appena 16 anni.

Camilla andò perfino al matrimonio di Diana con Carlo, Diana era una ragazza ingenua, persino innamorata di Carlo. Il giorno delle nozze Camilla si presentò, aveva 40 anni, il doppio di Diana, e per chi non li ama lei e Carlo vedevano in Lady D la ragazza ideale: avrebbe dato l’erede alla corona, sarebbe stata zitta e buona a palazzo, mentre loro avrebbero continuato la loro storia. Avevano fatto i conti senza l’oste. Ora avranno modo di far ricredere tutti sul loro conto e, come Caprarica, sono in molti a scommettere che ce la faranno.

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