Catania shock, infermiere uccide due pazienti scelti a caso per vendetta: arrestato

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Il movente degli omicidi avvenuti all’Ospedale Cannizzaro di Catania e che hanno portato all’arresto dell’infermiere Vincenzo Villani Conti è inquietante. Si ritiene che il signor Conti, 50 anni, abbia ucciso due pazienti per vendicarsi dei suoi superiori, che riteneva lo avessero maltrattato trasferendolo in un nuovo reparto dell’ospedale.

La vendetta dell’infermiere

Con l’accusa di omicidio premeditato, Conti è stato arrestato ieri. Tra il 2020 e il 2021, per uccidere i pazienti, è stata somministrata una dose massiccia di diazepan e midazolam. Il movente del delitto è stato scoperto nella misura cautelare del gip di Catania.

Infermiere arrestato, l’iniezione dei farmaci letali

La domanda rimane: come ha agito l’infermiera? Ha iniettato farmaci: dosi massicce di diazepam e midazolam, entrambi controindicati per due pazienti deceduti poche ore dopo la fine del turno di notte dell’infermiere, ricoverati nel reparto di medicina e chirurgia d’urgenza. Dopo gli esami tecnici, medico-legali e tossicologici sui corpi delle due vittime, la Procura ha richiesto la riesumazione dei cadaveri. Secondo gli investigatori della Squadra mobile, i farmaci sarebbero stati somministrati dall'”infermiera” in modo slegato dalle esigenze terapeutiche e le cartelle cliniche non sarebbero state in grado di evidenziare le prescrizioni dei farmaci, “proprio perché del tutto controindicati rispetto alle patologie sofferte” dalle vittime.

I pubblici ministeri hanno anche osservato che quantità significative dei principi attivi dei farmaci sarebbero ancora presenti nei corpi dei deceduti diversi mesi dopo la loro morte. Secondo gli inquirenti, i dati relativi al midazolam e al diazepam trovati nei campioni biologici dei due pazienti indicano che i due farmaci sono stati somministrati quasi contemporaneamente, il che ha portato a un aumento della tossicità del sistema respiratorio. Inoltre, ritengono che, a causa delle condizioni cliniche dei pazienti, la somministrazione dei farmaci avrebbe dovuto essere controindicata. Dopo una lunga e complessa indagine, l’ufficio del procuratore ha chiesto al giudice di porre l’uomo in detenzione preventiva, cosa che è avvenuta il 5 luglio 2018. L’uomo è attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Catania.




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