Donatella dopo ventotto anni a Sanremo, per la prima volta con Ditonellapiaga

Spettacolo, allegria e energia: ecco cosa aspettarsi da noi: siamo le più spudorate del Festival». Mancava da Sanremo da ventotto anni Donatella Rettore, che torna sul palco del Teatro Ariston insieme a Margherita Carducci, che si fa chiamare Ditonellapiaga, con il brano Chimica.

A dispetto di una grande differenza d’età le due artiste, in apparenza molto diverse, hanno molto in comune. A cominciare dal passato a scuola dalle suore: «Sono stata tirata su dalle suore Canossiane e Dorotee, alle elementari e alle medie, a suon di calci in culo e dolci carezze. Il galateo l’ho imparato da loro, ma l’ho completamente dimenticato ». Rettore ne ha parlato alla vigilia del Festival perché il brano che porta in gara, Chimica, ha un riferimento proprio alle suore.

Una in particolare per me è stata fondamentale, Suor Esterina: ricordo tutti i suoi consigli, anche se non l’ho più incontrata. Avrei potuto farlo quando nei primi anni ottanta sono stata invitata da Natalia Aspesi che conduceva una trasmissione su Raitre ed era molto incuriosita dame. Gli autori del programma mi chiesero chi avrebbe potuto raccontarmi, conoscendomi meglio dei miei genitori: io risposi Suor Esterina. Lei raccoglieva i miei malumori, i miei entusiasmi, i miei pensieri. Mi consigliava, mi supportava. Così suggerii agli autori de Le vie del successo di intervistare proprio Suor Esterina, ma la curia non le diede il permesso».

Oggi torna a Sanremo dove debuttava quarantasei anni fa. Rettore: «Ho debuttato al Festival di Sanremo quando Margherita non era ancora nemmeno programmata. Andavo ancora al Liceo, sono arrivata penultima e sono tornata a studiare: era l’anno della maturità. Poi ho avuto successo all’estero e non ho più pensato al Festival. C’erano tante opportunità di fare musica in Tv, dove farmi conoscere. Sono tornata a Sanremo perché me lo propose Vittorio Salvetti, che avevo conosciuto al Festivalbar. Era il 1977: dopo quell’esperienza insieme ad altri colleghi che avevano partecipato al Festival abbiamo fatto tante serate in giro per le discoteche d’Italia. È stata un’esperienza molto formativa».

Come e quando è nata la vostra canzone, Chimica? Ditonellapiaga: «Era la scorsa estate. È nata da una sessione in studio con due autori che mi hanno suggerito un immaginario che istintivamente mi ha portato ad ispirarmi ad un’artista, Donatella Rettore, che con la sua produzione e soprattutto con il suo piglio mi aveva stimolato molto già in passato. Di lei mi piace il modo di fare provocante, provocatorio ma sempre ironico. E il pezzo è così.

L’ho scritto rifacendomi a delle sonorità un po’ vintage rispetto all’attualità che vivo. Dopo l’incontro con lei la “Chimica” è diventata ancora più speciale». Anche nel vostro brano c’è provocazione e ironia: secondo voi il pubblico è cambiato o le donne fanno maggior fatica a farlo capire? Rettore: «Al momento è ancora difficile far passare il messaggio che le donne certe cose non possono dirle. Vogliamo la parità di genere, per cui ci proviamo.

Tra l’altro non abbiamo usato parolacce né bestemmie: abbiamo solo giocato, con le parole e con la musica». C’è un messaggio per i giovani rispetto al vostro incontro e alla vostra collaborazione? Rettore: «I giovani hanno perso due anni della loro vita e della loro età. Glieli vogliamo ridare e non sappiamo se basta cantare una canzone all’Ariston per ridarglieli. Vogliamo dargli spensieratezza e divertimento. Ai giovani dico: vivete!

E vaccinatevi! Dobbiamo andare avanti: viviamo in società e mi perdonino i no vax. Non possiamo rinchiuderci in casa per le loro manifestazioni di piazza». Alla luce della sua esperienza, cosa consiglia a Ditonellapiaga per il suo futuro? Rettore: «Io penso che di consigli me ne possa dare molti di più Margherita. È molto preparata e non la considero un’esordiente. Prima di esporsi lei ha studiato, è laureata al Dams. E continua a studiare.

Al contrario di me che sono sempre stata una cialtrona e mi butto nella mischia. È giusto che accanto a me ci sia qualcuno a cui appoggiarmi se sbaglio e lei è perfetta». Ditonellapiaga: «Tra noi le età sono invertite: è lei la ventiquattrenne». Rettore: «Le voglio veramente bene come se fosse un’amica, una figlia. Le chiedo consigli e le do consigli. Mi sono molto affezionata a lei fin dalla prima volta che l’ho vista. Mi rivedo in lei e la coccolo».

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