Ezio Bosso: chi era il grande musicista, malattia, morte, l’amore per la musica

Ezio Bosso è stato sicuramente uno dei più grandi artisti e musicisti di tutti i tempi. Compositore pianista e direttore d’orchestra di grande fama a livello internazionale. Ha ricevuto nel corso della sua carriera tanti premi e riconoscimenti vinti in tutti questi anni in cui ha anche collaborato con diversi coreografi e registi. Purtroppo è venuto a mancare un po’ di tempo fa per via di una grave malattia neurodegenerativa che l’ha portato alla morte a soli 48 anni. Ezio Bosso è venuta a mancare il 15 maggio 2020. Ma cerchiamo di capire effettivamente chi è stato Ezio Bosso E che cosa sappiamo di lui.

Ezio Bosso chi era

Era nato nel 1971 esattamente il 13 settembre a Torino. Ben presto si è avvicinato al mondo della musica grazie anche al fatto che il fratello fosse un musicista e che la prozia fosse invece una pianista. È considerato uno dei compositori e direttori d’orchestra di maggior talento del panorama musicale non soltanto Nazionale ma internazionale. È stato sicuramente molto amato in generale e non soltanto dai suoi fan. Ha debuttato in Francia all’età di 13 anni e poi ha girato per divertirsi paesi europei.

Carriera

La grande svolta è arrivata nel momento in cui il maestro Ludovica streicher lo ha invitato a studiare composizione e direzione d’orchestra presso all’accademia di Vienna. Nei primi anni Novanta si è esibito come solista e anche come direttore di orchestra su palcoscenici molto importanti. Non è stato ad ogni modo soltanto un pianista e compositore direttore d’orchestra ma ha anche insegnato sia a Parigi che in Giappone nel 2019 ed è approdato anche in televisione con un avventura diversa ovvero la lezione Di che colore è la musica su Rai 3.

Malattia e morte

Nel 2011 Purtroppo è arrivata una bruttissima notizia per Ezio Bosso e per tutta la sua famiglia. Ha subito un intervento al cervello e si è capito che fosse affetto da una malattia neurodegenerativa che lui stesso ha definito un incidente.“Mi piace chiamarla così. È una storia, la mia. Noi siamo composti da storie, e non ci sono storie belle o brutte. (…) Quello che bisogna evitare sono le storie noiose. Il mio disagio è per me occasione di non annoiarmi mai“. Questo quanto dichiarato dallo stesso nel corso di un’intervista rilasciata a Vanity Fair. Ovviamente rialzarsi Non è stato per nulla facile per lui ma è stato da sempre accompagnato dalla sua famiglia. La sera del 15 maggio 2020 è arrivata la morta del pianista e compositore annunciata da Il Corriere della Sera.

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