“Mia moglie si è impiccata in garage”, ma la versione del marito non convince: giallo a Lanciano

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La polizia ha scoperto il corpo di Annamaria D’Eliseo, un’assistente scolastica di 60 anni, nel garage della sua casa a Lanciano, Chieti. Si sarebbe suicidata per impiccagione. I Carabinieri sospettavano da tempo del marito.

Sono in corso indagini per stabilire se una donna di 60 anni, Annamaria D’Eliseo, trovata impiccata nel suo garage a Lanciano, in provincia di Chieti, ieri dopo pranzo, si sia tolta la vita o sia stata costretta da qualcun altro. A dare l’allarme è stato il marito, un vigile del fuoco in pensione di 70 anni, attualmente in carcere.

Oltre alle indagini dei Carabinieri, il medico legale Cristian D’Ovidio e il pubblico ministero Serena Rossi stanno conducendo dei rilievi. Ieri sera il marito di Annamaria D’Eliseo è stato ascoltato nella caserma dei Carabinieri, dove sono in corso le indagini. Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia all’ospedale di Chieti per stabilire cosa sia successo.

Un mistero di omicidio si è consumato tra le mura domestiche di Lanciano venerdì pomeriggio. Venerdì nel primo pomeriggio, la donna di 60 anni è stata trovata senza vita nella sua casa. Il marito ha telefonato ai Carabinieri per riferire che la donna si era impiccata nel garage. Gli inquirenti, però, non hanno creduto del tutto a questa versione. Alla fine, il marito è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio dopo le indagini sulla scena del crimine. Al momento non è chiaro se la coppia avesse o meno dei problemi, ma alcune fonti dicono che la donna era stata maltrattata al punto da lasciare la casa di recente. Il marito è stato descritto come uno che la comandava a bacchetta e che si comportava come un padre autoritario. Si dice anche che fosse estremamente geloso di lei.

“Cara Anna voglio ricordarti così. Sorridente! Preziosissima collaboratrice, instancabile lavoratrice, amorevole supporto ai nostri alunni, presenza discreta ed elegante nella nostra scuola”, il ricordo su Facebook di Mirella Spinelli, la dirigente scolastica dell’istituto in cui la vittima lavorava.




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