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Cadere e rialzarsi. Così fa un guerriero, così ha fatto Aleix Espargaro dopo la caduta che ne aveva messo in dubbio la presenza alle qualifiche del GP di Gran Bretagna. Lo spagnolo, scosso e visibilmente claudicante, ha ripreso la sua Aprilia ed è partito. Il responso è stato uno straordinario sesto tempo, alle spalle del leader del Mondiale Fabio Quartararo che però dovrà scontare in gara il Long Lap Penalty per aver toccato proprio Aleix ad Assen, e di Pecco Bagnaia. Dopo i timori per il violento volo in FP4 tutto il box è esploso in un applauso liberatorio. Commosso anche l’ad Massimo Rivola: «Il patto era di non fare l’eroe, avrebbe dovuto fare il giro senza forzare. Adesso è difficile rimproverarlo». La pole invece è andata al francese Johann Zarco sulla Ducati del team Pramac.

L’EVIDENZA

La preoccupazione per le condizioni di Espargaro ha fatto passare in secondo piano uno dei dati più significativi delle prove di ieri: l’Aprilia sta crescendo e diventa sempre più solida. Lo conferma anche il
secondo tempo, 1’57’’685, del compagno Maverick Viñales che ha confermato tutte le sensazioni positive di questo fine settimana: «È stato un fine settimana molto buono, sono contento della moto. Con basi solide dobbiamo continuare a spingere per costruire una bella squadra». La giornata era iniziata per Aleix Espargaro con il miglior tempo nella terza sessione di prove libere con 1’58”254, precedendo di 28 millesimi la Ducati di Jorge Martin e di 78 quella di Jack Miller.

Poi il quadro è cambiato con la caduta  quarta sessione. Lo spagnolo è stato sbalzato dalla sua Aprilia in un cambio di direzione tra la curva 12 e la 13 del tracciato a 190 km/h. Caduta brutta che poteva compromettere il GP. I primi accertamenti avevano escluso fratture ma rilevato un forte contusione al calcagno del piede destro. Con molto coraggio Espargaro ha scelto di provarci e, dopo aver fatto un’infiltrazione per tenere sotto controllo il dolore, è salito in sella. Una scelta dai tratti eroici, ma anche molto comune tra i piloti di MotoGP abituati a tornare subito a correre per superare lo shock della caduta. Adesso il vero
interrogativo riguarda le condizioni in cui oggi potrà affrontare il Gran Premio.

Il coraggio messo in mostra nel giro veloce di ieri fa sperare tutti. Lo conferma anche il compagno di squadra: «È stato giusto  che Aleix ci provasse ed è giusto che ci sia in gara per giocarsi le sue carte». Ieri Espargaro ha evitato qualsiasi contatto con la stampa e si è concentrato sul da farsi per presentarsi alla gara di oggi. La sua capacità di stare in sella e di lottare per le prime posizioni sono legate al modo in cui è passata la notte e all’intensità del dolore.

L’Aprilia ci crede e, dalla commozione di ieri, è passata alla volontà di stare in pista per giocarsela. C’è anche Viñales che può dire la sua e portare vi punti agli avversari: «Siamo qui per fare la nostra parte
e giocarcela da team unito. E se non dovesse andare bene questa volta, ci riproveremo in Austria». Andare forti con Viñales e stare con i primi con Aleix Espargaro certificherebbe la crescita dell’Aprilia. Sono queste cose che cementano la forza di un team e gli fanno scrivere pagine di storia.

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Spezzare una maledizione è un lavoro serio, anzi è molto difficile. La Ducati ufficiale a Silverstone si confronta sempre con questo divieto e non riesce a passare. Mentre quella del team Pramac si prende la pole position, quelle di Miller e Bagnaia mettono le pinne sulla coda ma non basta. Certo è arrivato il terzo tempo di Jack Miller che chiude la prima fila con 1’57”931. Pecco Bagnaia è quinto in 1’57”961 e deve
pensare ad una gara in rimonta.

I sorrisi nel box Ducati sono tutti di Miller: «Ogni sessione mi sono sentito sempre più forte, venerdì sono caduto ma poi mi sono sentito meglio – ha sottolineato l’australiano – Stiamo spingendo come pazzi e
sono riuscito a migliorare, mi manca ancora qualcosa per fare il tempo di Zarco. Spezzare la maledizione Ducati a Silverstone? Ci proveremo». L’impressione è che Miller abbia guidato al limite e le sue parole lo confermano: «Qui è molto divertente, soprattutto quando c’è bel tempo. Una pista lunga, vecchia scuola. Non penso che sarei potuto andare più veloce, il giro è stato molto pulito». Più riflessivo il pilota torinese che non è riuscito a trovare il feeling giusto, dopo un venerdì condizionato da una caduta che gli aveva impedito di girare con le gomme soft: «Sto lavorando tanto per trovare il ritmo, difficile capire a che punto siamo. In qualifica non avevo la solita velocità, sto facendo un po’ di fatica. Per la gara avrei bisogno di provar le hard ma non sarà facile». Una maledizione da affrontare un poco alla volta e senza cadere.

Ad aprire la terza fila ci sarà invece Marco Bezzecchi con la Ducati Mooney VR46: «È stata una bella giornata, in Q1 è andata bene e sono passato per una qualifica nella quale mi sono difeso bene. Sono andato
abbastanza bene, nonostante il traffico che ho trovato». Un modo delicato per evitare polemiche. Anche se poi i giudici di gara hanno comminato a Stefan Bradl una penalità di tre posizioni sullo schieramento di partenza. Il tedesco è stato riconosciuto colpevole di aver ostacolato Bezzecchi nei minuti conclusivi della Q1. Giro rovinato e i due piloti che arrivano vicini al contatto alla penultima curva. Il tedesco partirà dal 21º posto ma la retrocessione cambia poco visto la crisi dell’Honda. Alle spalle di Bezzecchi ci sarà Enea Bastianini del team Gresini: «Sono stato veloce, ma non
il migliore e sarà veramente difficile. Mi piacerebbe rimontare per giocarmi qualcosa di importante».

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