Una ginocchiata allo sterno e due pugni al volto. Così Davide è stato ridotto in fin di vita

Sono gravi le condizioni di Davide Ferrerio, il 22enne brutalmente picchiato a Crotone giovedì sera da un coetaneo. Il giovane è ricoverato in fin di vita all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove è arrivata anche la madre Giuseppina Orlando. Davanti alle telecamere, la donna ha chiesto giustizia e la massima pena per l’aggressore del figlio. Nicolò Passalacqua – un 21enne senza fissa dimora e incensurato residente a Colleferro, nel Lazio – è ora indagato per tentato omicidio.

Dall’ordinanza di convalida dell’arresto del presunto aggressore di Davide risulta che i due si sono incontrati nei pressi di via Esterna Firenze, all’angolo con via Vittorio Veneto. Qui la vittima è stata inseguita e raggiunta, per poi essere bloccata e colpita con una ginocchiata allo sterno e due pugni al volto. A quel punto, secondo quanto riferito dalla polizia, nonostante abbia visto che Davide era riverso privo di sensi sul manto stradale e al centro del vialetto, il suo aggressore si è allontanato.

David avrebbe riservato uno sguardo di troppo a una delle due ragazze in compagnia del suo aggressore, che lo ha immediatamente portato in ospedale e lo ha lasciato lì a morire come gli ha detto la madre.

“La prognosi è riservata e al momento non possiamo che augurarci che le sue condizioni si stabilizzino. Siamo ancora sconvolti e vogliamo riportalo a casa prima possibile per farlo curare in qualche ospedale a Bologna”

I colpi sferrati al ventenne gli avrebbero provocato un trauma cranico e altre lesioni. La madre ha poi continuato:

“Voglio dire ai cittadini di Crotone di denunciare. Di essere meno omertosi, di intervenire immediatamente quando si verificano degli episodi così gravi”. “In tanti siete venuti per mio figlio e vi ringrazio – ha aggiunto – però dovevate sostenere anche mio figlio quella sera, quando erano le 20.45, in pieno centro. E nessuno lo ha fatto. È stato visto correre, con uno che gli correva dietro. E nessuno ha detto: Hei, fermati!’. Mio figlio non sarebbe in coma”.

All’appello si è unito anche il fratello di Davide. “Il mio più grande rammarico è quello di non essere uscito con lui la sera dell’aggressione”, ha detto Alessandro Ferrerio a Morning News. “Un’ora prima della tragedia giocavamo a calcio in spiaggia – continua il giovane in lacrime – dopo lui è tornato a casa e io invece dalla mia ragazza”.

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