Scopriamo la Novizia Francesca Chillemi nella Serie “Che Dio ci aiuti 7”


Siamo entusiasti di annunciare che l’amatissima serie “Che Dio ci aiuti” torna su Rai 1 con Elena Sofia Ricci che passa il testimone alla talentuosa attrice siciliana! L’attrice ha espresso la sua gioia per l’opportunità, dicendo: “Anche nella vita, grazie a questo ruolo, la mia fede ha messo radici!”. Non vediamo l’ora di vedere cosa ci riserverà questa nuova stagione!

Francesca Chillemi è entrata in Che Dio ci aiuti con un personaggio inizialmente poco attraente: viziata, spocchiosa, ignorante, irascibile ed egoista. Ma poi la sua Azzurra subisce una notevole trasformazione. Dopo la tragica morte del marito e del figlio adottivo, scopre la sua vera vocazione e diventa novizia. Ora, con la partenza di Elena Sofia Ricci, è pronta a ricoprire il ruolo di protagonista nella settima stagione dello show, tornando su Raiuno.

Francesca, chi è davvero Azzurra? “Un personaggio straordinario che, all’inizio, non è stato accolto molto bene dal pubblico. Era troppo viziata. Ma con l’aiuto del regista e degli sceneggiatori, siamo riusciti a trasformarla in una persona ferita, a cui non era stato insegnato ad amare e ad essere amata. Solo in convento ha imparato queste capacità. Non tutti nascono con le stesse capacità emotive o addirittura con una famiglia, ma Che Dio ci aiuti ci dà la speranza di poterne trovare una. È avere una famiglia accanto che aiuta a crescere, e Azzurra, dopo tante difficoltà, alla fine è diventata una novizia”.

Elena è diventata l’eroe della serie e io ho un legame così speciale con lei. È stata il mio mentore, guidandomi a fare il mio lavoro con sincerità e umiltà, non importa quanto grande o piccolo sia il ruolo. L’importante è raccontare storie e dar loro vita.

Elena Sofia Ricci ha raccontato di aver avuto una suora come punto di riferimento per il suo ruolo di Suor Angela. “Avevamo la consulente di Che Dio ci aiuti, suor Benedetta Luchi, che ho avuto il privilegio di incontrare nel corso degli anni. Ho potuto incontrare anche sei suore di clausura, due delle quali più giovani di me. I loro occhi erano così espressivi che non c’era bisogno di parole. Erano così sicure della loro vocazione ed era davvero stimolante. Se dovessi scegliere una suora da menzionare, anche se non ha nulla a che fare con la serie, sarebbe suor Zelia. È stata la mia maestra d’asilo e ho un ricordo così bello di lei. Era una donna di immensa compassione e, nonostante la nostra giovane età, ci ha trasmesso un senso di ottimismo e la consapevolezza che possiamo ottenere qualsiasi cosa nella vita”.

La Parola di Dio è ciò che ci fa sentire veramente accettati e amati: sono i suoi insegnamenti che ci ricordano di non giudicare, perché siamo tutti imperfetti e inclini a commettere errori. Il problema sorge quando siamo in grado di perdonare noi stessi per i nostri errori, ma gli altri si rifiutano di fare lo stesso. Nel convento di “Che Dio ci aiuti” impariamo che possiamo sempre lottare per migliorare e che a volte le persone semplicemente non sanno fare di meglio.

Il suo “santuario”, il luogo in cui si sente viva e liberata, cos’è? “È un rifugio sicuro di amore, sostegno e comprensione; quando sei abbracciata da chi ti ama incondizionatamente, sei libera di essere la tua vera te stessa”.

L’elemento spirituale di Che Dio ci aiuti ha contribuito in modo determinante al suo successo. Elena Sofia Ricci ha osservato che le conversazioni di Suor Angela con Cristo sono commoventi e ci spingono a riflettere sul nostro rapporto con la fede. La Ricci ha condiviso: “La fede mi è stata inculcata fin da piccola da mia nonna Ciccina, quella a cui devo il mio nome. Ancora oggi recito alcune preghiere siciliane che mi ha insegnato. Non mi considero un assiduo frequentatore di chiese, eppure trovo conforto nell’entrare in una chiesa quando ci passo davanti. Sento che, grazie a Che Dio ci aiuti, la mia fede si è radicata ancora di più”.

Cos’altro mi ha donato Che Dio ci aiuti? Una visibilità senza precedenti e una crescita personale e professionale, perché è stato il primo ruolo comico che ho affrontato, e mi ha permesso di attingere a emozioni che non sapevo nemmeno di avere. E, naturalmente, un immenso senso di umanità, perché ho potuto conoscere e stringere bellissime amicizie con molti dei miei colleghi. Ma soprattutto, Che Dio ci aiuti mi ha dato la possibilità di dare a chi ci guarda la speranza di non essere solo in questa vita. Sono incredibilmente fortunata a partire da una base solida, con una famiglia molto unita, ma non è così per tutti e credo che questo sia il motivo principale per cui facciamo questo lavoro.

Quando nel 2003, a soli 18 anni, ho vinto la fascia di Miss Italia, pensavo di arrivare così lontano? Sono sempre stata una sognatrice, ma non avrei mai immaginato di vivere tutto questo. Sono molto grata per tutto quello che mi è capitato; nella vita non c’è nulla di certo, quindi bisogna tenere conto di quello che si ha.

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