​​


Caos Parenzo! Gli leggono in diretta il sondaggio sui giudici rossi e resta senza parole



Sette italiani su dieci sono d’accordo con la riforma della giustizia voluta dal governo Meloni. Lo dice un sondaggio de La7. In studio, la notizia ha colto tutti di sorpresa, quasi fosse Halloween.



Il giorno dopo l’ok definitivo del Senato alla riforma che separa le carriere dei magistrati, il dibattito politico non si placa. Il disegno di legge costituzionale, nell’ultimo passaggio a Palazzo Madama, ha ottenuto 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astenuti. Ora tocca agli italiani: sia la maggioranza che le opposizioni vogliono promuovere un referendum confermativo, previsto tra marzo e aprile 2026. La raccolta firme tra i parlamentari di maggioranza partirà la prossima settimana, spiegano fonti parlamentari. Serviranno 80 firme alla Camera, 40 al Senato. Enrico Grosso guida il Comitato del No. Intanto, lo scontro tra governo e magistrati continua. “Chi protesta è una minoranza di giudici, fortunatamente molto ristretta: quelli politicizzati, che fanno politica senza nemmeno nasconderlo”, ha detto il vicepremier Salvini. Nel frattempo, il ministro Nordio e l’Anm hanno accettato un confronto tv. Sky TG24 si è offerta di ospitarlo.

Dopo il via libera del Senato, nonostante le proteste delle opposizioni, la premier Meloni ha parlato di “traguardo storico”. Poi è partita la polemica con l’Anm: “Non ricordo una sola volta in cui siano stati favorevoli a una riforma della giustizia”, ha detto la presidente del Consiglio. L’Associazione nazionale magistrati ha risposto: “Le nostre proposte sono state ignorate. Il governo vuole controllare la magistratura”. Il ministro Nordio ha aperto alla collaborazione sulle future leggi attuative e ha rilanciato il confronto tv, già accettato dall’Anm, che sarà presente anche con il suo comitato per il No, conferma il segretario generale Maruotti su Sky TG24. Forza Italia si è intestata la riforma e ha dedicato il risultato a Silvio Berlusconi. Marina Berlusconi è intervenuta: “È la vittoria di mio padre”. Anche la Lega è soddisfatta; tre anni fa aveva promosso referendum abrogativi sul tema, che però non avevano raggiunto il quorum.

Le opposizioni la vedono diversamente. Meloni e il suo governo “vogliono le mani libere”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein. E ancora: “Questa non è una vera riforma della giustizia. Se chiediamo agli italiani come migliora la loro vita, la risposta è ‘per niente’. Anche il ministro Nordio ammette che non ha nulla a che vedere con l’efficienza dei processi. Allora a chi serve? Serve a questo governo, come ha detto la stessa Meloni, per avere le mani libere e sentirsi sopra la legge”. Sulla stessa linea Giuseppe Conte, leader del M5S: “Vogliono pieni poteri e li contrasteremo in ogni modo”. Secondo lui, la separazione delle carriere “non migliorerà la giustizia per i cittadini. Questa legge stravolge la Costituzione per mettere i pm sotto il controllo del governo di turno”. I pubblici ministeri, dice, “diventeranno semplici burocrati dell’accusa, non più scomodi per il potere politico”. Parla di “un atto di ritorsione del centrodestra che vuole liberarsi di ciò che considera un ostacolo”.

Ora lo scontro si sposta fuori dal Parlamento, verso il referendum confermativo. Qui non serve il quorum: vince chi riesce a portare più elettori alle urne, anche se ormai andare a votare piace sempre meno. “Il referendum deve essere una consultazione sulla giustizia, non ci saranno conseguenze per il governo. Chi pensa che la giustizia funzioni già bene voterà no, chi vuole cambiarla voterà sì”, spiega Meloni, parlando di un’“occasione storica per una giustizia più giusta”. Toccherà ai cittadini giudicare la riforma. “Separare le carriere è normale, si fa in tutti i lavori. Togliere l’ideologia dai tribunali e dalle promozioni è giusto. Chi protesta sono solo quei pochi giudici politicizzati che vogliono fare politica”, ribadisce Salvini a Rai 1 Radio Anch’io.



Add comment