Nel suo scritto indirizzato al professor Roberto Burioni, il giornalista Mario Giordano ringrazia per aver dedicato un lungo post su Facebook alla sua persona, in risposta a poche righe da lui pubblicate nella rubrica lettere di La Verità.
Giordano osserva che, dopo frequenti apparizioni televisive – in particolare nel salotto di Fabio Fazio – Burioni appare “più gentile”: “una volta le vittime degli effetti avversi che ospitavo a Fuori dal Coro le insultava in diretta via social… Adesso invece le invita a mangiare «un piatto di passatelli»”.
Giordano prosegue accusando Burioni di definire lui «bestialità» e «somaraggine olimpica», termini che Giordano rimanda al mittente: “disciplina che lei conosce bene, avendo più volte vinto la medaglia d’oro in entrambe”. Per supportare la provocazione, cita una dichiarazione di Burioni del 4 febbraio 2020: “Parlare di allarme coronavirus a Urbino sarebbe come parlare degli effetti di una bomba atomica a Trasanni”. E subito dopo: “Non ci deve essere preoccupazione, il virus non c’è né a Urbino né nel resto d’Italia. È molto più probabile essere colpiti da un fulmine”.
Giordano pone la domanda: “Ora … dovremmo avere Trasanni trasformata in Hiroshima e una strage da fulmini nelle Marche. … E allora: dove stanno le «bestialità» e la «somaraggine olimpica»?”
Il giornalista definisce poi “troppo lungo” l’elenco delle “sciocchezze” attribuite a Burioni e ai suoi colleghi “virostar”, richiamando temi quali le contraddizioni sulle mascherine (“inutili”, “no, obbligatorie”), sulla terza dose (“inutile”, “no, obbligatoria”) e sull’immunità di gregge (“la raggiungiamo col 60 % dei vaccinati”, “no col 70”, “no con l’80”, “non la raggiungeremo mai”).
Giordano ricorda una episodio specifico del 29 agosto 2021, quando Burioni scrisse su Twitter: “Il vaccino ai bambini sotto i 12 anni non ha senso”, salvo poi rallegrarsi il 1° dicembre 2021 per l’ok della AIFA al vaccino per quella fascia d’età. Alla domanda «come mai esulta per una cosa senza senso?», Burioni avrebbe risposto: «ad agosto il vaccino per i bimbi non c’era, per questo non aveva senso». Giordano commenta: “Un po’ come dire che il vaccino contro il cancro non ha senso perché non c’è. A proposito di somaraggine.”
Al centro dell’accusa è poi la gestione, secondo Giordano, degli effetti avversi da vaccino Covid. Il giornalista contesta che Burioni affermi che chi si ammala “dopo” il vaccino non è necessariamente malato “a causa” del vaccino: “Può essere, naturalmente. Le coincidenze esistono. … E dunque può essere che sia soltanto una pura coincidenza se una persona … 25 minuti dopo aver fatto il vaccino va in coma e rimane paralizzata.”
Giordano si chiede quali “conoscenze in nostro possesso” Burioni o i colleghi abbiano: “Quali studi ha fatto sugli effetti avversi? Quali dati ha analizzato? … Fin dall’inizio l’AIFA ha deliberatamente nascosto (e lo abbiamo dimostrato documenti alla mano) gli effetti avversi. … Sono state limitate le segnalazioni. Non sono stati studiati i malati. … Chi stava male dopo il vaccino è stato deriso (anche da lei).”
E aggiunge: “Dove sono stati fatti degli studi, … gli effetti avversi sono stati rilevati, eccome. Peccato che l’Italia non abbia partecipato allo studio.” Da qui la forte accusa: “Il negazionismo diventa scienza.”
Infine Giordano rivolge un invito diretto a Burioni: “Se lei credesse davvero al «metodo scientifico», caro professore, e non fosse invece prono … al sommo potere del dio vaccino e dei suoi sacerdoti di Big Pharma, lei farebbe di tutto perché quelle «conoscenze in nostro possesso» aumentassero … E anziché attaccare un giornalista … andrebbe a capire perché sono morti Augusta Turiaco, 55 anni, insegnante di Messina; Zelia Guzzo, 37 anni, insegnante di Gela; Mario Bertola, 54 anni, operaio di Castelbuono; oppure si chiederebbe perché Emilia Padovano deve convivere con una paralisi facciale per il resto della vita.” In questi casi — secondo Giordano — “in tutti questi casi … il disturbo è stato «a causa del vaccino», non «dopo il vaccino». … S’è mai occupato di queste persone? Pensa di farlo?”
L’articolo ripropone dunque una lettera piena di contesti e rivendicazioni. Non vengono approfondite in questo testo le risposte da parte di Burioni né l’esito delle vicende citate.



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