Il generale Roberto Vannacci, numero due della Lega ed eurodeputato a Bruxelles, ha commentato la difficile situazione dell’Ucraina, sostenendo che il presidente Volodymyr Zelensky non ha molte alternative da considerare. Secondo Vannacci, la sovranità dell’Ucraina è stata compromessa, poiché il paese dipende fortemente dalle risorse esterne. “Zelensky non ha molte possibilità di scelta: ha perso ogni sovranità poiché basa la propria esistenza su risorse altrui”, ha affermato, sottolineando che rifiutare il piano di pace proposto comporterebbe per il presidente ucraino la continuazione di un conflitto che porta solo a perdite umane e territoriali.
La prossima settimana, una delegazione di generali statunitensi si recherà a Mosca per discutere il piano di pace per l’Ucraina, mentre la pressione politica e diplomatica su Zelensky aumenta, in particolare dopo l’ultimatum lanciato da Donald Trump. Vannacci ha dichiarato che il presidente ucraino non ha realmente la libertà di decidere di fronte a tale proposta. Il generale ha esortato Kiev ad accettare l’accordo e a “smetterla di mandare i suoi al massacro”.
Il generale ha anche evidenziato l’importanza del supporto americano per l’Ucraina. Secondo Vannacci, un eventuale ritiro del sostegno statunitense sarebbe devastante per le forze ucraine. “Se con il pieno supporto americano in termini di sistemi d’arma, intelligence, sorveglianza dello spazio aereo, assetti satellitari e delle comunicazioni e capacità di pianificazione e comando e controllo, i russi continuano inesorabilmente a guadagnare terreno, immaginarsi una situazione in cui tale supporto dovesse venire a mancare dipingerebbe un quadro catastrofico per Kiev”, ha avvertito.
Inoltre, Vannacci ha notato l’esitazione da parte dell’Europa riguardo al piano di Trump, considerandola un atteggiamento poco realistico. “Nonostante i tanti soloni che ci hanno ubriacato con questa espressione, la ‘pace giusta’ non esiste e non è mai esistita nella storia dell’umanità e, soprattutto, la pace viene trattata da chi ha iniziato la guerra: in questo caso da Usa e Russia”, ha dichiarato, sottolineando che la situazione attuale richiede una riflessione seria e pragmatica.
Le dichiarazioni di Vannacci si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra le potenze mondiali e i loro alleati riguardo alla guerra in Ucraina. La delegazione di generali statunitensi, guidata dal segretario per le Forze Armate, Daniel Driscoll, ha già presentato al presidente Zelensky la proposta negoziale statunitense. Questo incontro segna un passo significativo nelle trattative per un possibile cessate il fuoco e una risoluzione pacifica del conflitto.
La posizione di Vannacci riflette una crescente frustrazione nei confronti della situazione in Ucraina e delle difficoltà che il paese sta affrontando nel tentativo di mantenere la propria integrità territoriale e la sovranità. Con la continua escalation del conflitto e le perdite umane in aumento, molti esperti e politici stanno chiedendo un approccio più pragmatico e orientato alla pace.
In questo contesto, il ruolo degli Stati Uniti si rivela cruciale. La presenza e il supporto militare americano sono stati fondamentali per l’Ucraina dall’inizio del conflitto, ma la possibilità di un cambiamento di strategia da parte di Washington potrebbe avere ripercussioni significative. La questione del sostegno americano è diventata un tema centrale nei dibattiti politici, con diversi leader che esprimono preoccupazioni riguardo a un possibile ritiro o a una diminuzione del supporto.
Mentre la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, la posizione di Vannacci e le sue dichiarazioni evidenziano la complessità della situazione e la necessità di un dialogo aperto e costruttivo per trovare una soluzione duratura. La guerra in Ucraina continua a evolversi, e le scelte fatte dai leader mondiali nei prossimi giorni e settimane potrebbero determinare il futuro del paese e della regione.



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