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Ventiseienne sbranato da un’orsa in Giappone: abbattuti l’animale e i cuccioli



Un tragico episodio ha sconvolto la comunità locale di Hokkaido, in Giappone, dove un giovane escursionista di Tokyo, di soli 26 anni, ha perso la vita dopo essere stato attaccato da un’orsa sul monte Rausu. L’incidente si è verificato giovedì scorso, quando il ragazzo, in compagnia di un amico, si trovava nella penisola di Shiretoko, una delle aree naturali più rinomate e protette del Paese, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.



Secondo le ricostruzioni fornite dai media locali, i due escursionisti si sono imbattuti lungo il sentiero in una femmina di orso accompagnata dai suoi due cuccioli. L’animale, percependo una minaccia per la sua prole, ha reagito violentemente, aggredendo il giovane e trascinandolo tra la vegetazione. L’amico che era con lui è riuscito a mettersi in salvo e ha immediatamente allertato i soccorsi. Nonostante le ricerche tempestive, il corpo del 26enne è stato recuperato solo il giorno successivo, venerdì, a circa 200 metri dal luogo dell’aggressione.

Gli operatori hanno trovato il cadavere del ragazzo circondato da oggetti personali sparsi e segni evidenti di trascinamento sul terreno. Nelle vicinanze erano presenti anche l’orsa e i suoi due cuccioli. Le autorità hanno deciso di abbattere gli animali sul posto utilizzando armi da fuoco. Il DNA della madre orsa è stato prelevato per verificare che fosse effettivamente l’esemplare responsabile dell’attacco.

Il Ministero dell’Ambiente giapponese ha sottolineato un aumento degli incidenti legati agli orsi nella regione. Tra aprile e giugno di quest’anno, gli attacchi hanno provocato ferite a 36 persone e la morte di un fattorino di 52 anni, anch’esso avvenuta nella prefettura di Hokkaido. Questo incremento ha portato le autorità locali a emettere il primo “allarme orso”, un provvedimento straordinario per sensibilizzare la popolazione e limitare i rischi.

Gli esperti spiegano che gli incontri con le madri orsa sono tra i più pericolosi in assoluto. Gli orsi tendono generalmente ad evitare il contatto con gli esseri umani, ma le femmine con cuccioli possono reagire in modo aggressivo per proteggere la loro prole. Questo comportamento è stato osservato anche in altri Paesi, come l’Italia e la Romania, dove episodi simili hanno avuto un esito tragico. In Italia, il caso dell’orsa JJ4 che ha ucciso il 26enne Andrea Papi in Trentino ha suscitato particolare attenzione mediatica e dibattiti sulla gestione della fauna selvatica. In Romania, un uomo di 48 anni, Omar Farang Zin, è stato vittima di un attacco mortale da parte di un’orsa con cuccioli.

La decisione di abbattere non solo la madre ma anche i piccoli è spesso motivata dal fatto che i cuccioli, privati della guida materna, difficilmente riescono a sopravvivere autonomamente. Questo approccio, sebbene controverso, viene adottato per prevenire ulteriori rischi e garantire la sicurezza pubblica.

La penisola di Shiretoko, dove si è verificato l’incidente, è nota per la sua straordinaria biodiversità e la presenza di orsi bruni. Tuttavia, l’interazione tra uomini e animali selvatici può diventare problematica, soprattutto quando il turismo aumenta e le persone non rispettano le regole di comportamento in ambienti naturali. Gli esperti ricordano che è fondamentale evitare situazioni che possano stressare o avvicinare gli animali selvatici, come lasciare cibo nei sentieri o cercare di fotografarli da vicino.

Le autorità locali hanno temporaneamente chiuso l’accesso alla montagna per garantire la sicurezza dei visitatori e prevenire ulteriori incidenti. La comunità di Hokkaido resta scossa da questa tragedia, che evidenzia ancora una volta la complessità della convivenza tra uomo e natura nelle aree selvatiche.



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