La perdita di memoria viene spesso associata all’invecchiamento o a malattie neurologiche. Tuttavia, molte persone ignorano che anche alcuni farmaci possono compromettere memoria, concentrazione e funzioni cognitive.
Gli effetti possono essere temporanei oppure, in alcuni casi, prolungati, soprattutto negli anziani o in chi assume più medicinali contemporaneamente.
Di seguito sono elencate 20 categorie di farmaci comunemente utilizzati e associate a possibili problemi di memoria, con una breve spiegazione dei loro effetti sul cervello.
1. Benzodiazepine
Farmaci impiegati per ansia e insonnia che rallentano l’attività cerebrale. L’uso prolungato può interferire con la memoria a breve termine e con l’apprendimento.
2. Sonniferi (sedativo-ipnotici)
Possono provocare confusione il giorno successivo, dimenticanze e difficoltà di concentrazione, soprattutto se assunti con regolarità.
3. Antidepressivi (alcune tipologie)
I farmaci più datati possono influire sull’acetilcolina, una sostanza fondamentale per memoria e apprendimento.
4. Antistaminici di prima generazione
I vecchi farmaci per le allergie attraversano facilmente la barriera emato-encefalica, causando sonnolenza e annebbiamento mentale.
5. Antipsicotici
Alterano i circuiti della dopamina e possono ridurre attenzione, velocità di elaborazione e memoria.
6. Oppioidi antidolorifici
Gli analgesici potenti rallentano l’attività cerebrale e possono interferire con la formazione dei ricordi, soprattutto a dosaggi elevati.
7. Miorilassanti
Spesso prescritti per dolori muscolari a breve termine, possono causare sedazione e confusione se usati più a lungo del necessario.
8. Farmaci antiepilettici
Alcuni anticonvulsivanti possono ridurre lo stato di vigilanza e rallentare l’elaborazione cognitiva.
9. Farmaci per la pressione arteriosa (alcuni tipi)
Indispensabili per la salute cardiovascolare, talvolta possono provocare capogiri o rallentamento mentale, specialmente all’inizio della terapia.
10. Statine (per il colesterolo)
Una piccola percentuale di pazienti segnala vuoti di memoria; le ricerche sono contrastanti, ma gli effetti risultano generalmente reversibili.
11. Corticosteroidi
Se assunti a dosi elevate o per periodi prolungati, possono influire su umore, memoria e concentrazione.
12. Chemioterapici
Il cosiddetto “chemo brain” descrive difficoltà temporanee di memoria e attenzione legate ai trattamenti oncologici.
13. Farmaci anticolinergici
Bloccano l’acetilcolina e interferiscono direttamente con i processi di memoria e apprendimento.
14. Farmaci per il morbo di Parkinson
Alcuni trattamenti possono causare confusione o allucinazioni, soprattutto nei pazienti anziani.
15. Farmaci anti-nausea
Alcuni medicinali contro nausea e mal d’auto possono indurre sonnolenza e dimenticanze.
16. Farmaci per l’incontinenza urinaria
Molti appartengono alla categoria degli anticolinergici e sono associati a un aumentato rischio di declino cognitivo negli anziani.
17. Farmaci ansiolitici (non benzodiazepinici)
Anche trattamenti considerati più “leggeri” possono causare annebbiamento mentale se utilizzati a lungo.
18. Farmaci antiaritmici
Alcuni medicinali per le aritmie cardiache possono ridurre la lucidità mentale come effetto collaterale.
19. Farmaci per il diabete (effetto indiretto)
Episodi di ipoglicemia indotti da alcune terapie possono provocare confusione e problemi di memoria.
20. Farmaci da banco per raffreddore e insonnia
Molti contengono antistaminici nascosti che possono compromettere la memoria, soprattutto se assunti frequentemente.
Perché gli anziani sono più a rischio
Con l’avanzare dell’età, il cervello diventa più sensibile ai farmaci. Il metabolismo rallenta e la funzionalità renale ed epatica può diminuire, facendo sì che i medicinali restino più a lungo nell’organismo e aumentino il rischio di effetti collaterali cognitivi.
L’assunzione contemporanea di più farmaci (politerapia) amplifica ulteriormente il rischio.



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