Aida Yespica, di origini venezuelane, ha espresso un forte dissenso nei confronti delle recenti manifestazioni organizzate dalla CGIL e dalla sinistra italiana in difesa del regime di Nicolás Maduro. In un’intervista rilasciata all’Adnkronos, la showgirl ha dichiarato: “Mio padre si toglieva il cibo di bocca per darmelo. Questa gente dovrebbe mettersi nei nostri panni.” Con la politica italiana divisa sull’operazione militare americana che ha portato alla cattura di Maduro, Yespica ha deciso di rompere il silenzio con parole chiare e dirette.
La modella ha attaccato chi ha partecipato alle manifestazioni in questi giorni, affermando: “Noi venezuelani siamo tutti felicissimi per la fine della dittatura.” Ha aggiunto che “solo chi ha vissuto nel mio paese può capire le sofferenze che ha dovuto sopportare il popolo venezuelano e cosa significa vivere 25 anni sotto una dittatura comunista. Maduro è stato un dittatore, un tiranno che ha oppresso il suo popolo.”
Le sue parole si inseriscono in un contesto di crescente tensione. Negli scorsi giorni, la CGIL, insieme ad altre organizzazioni come Anpi, Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, ha organizzato manifestazioni in diverse città italiane per chiedere “il ripristino del diritto internazionale” dopo l’attacco degli Stati Uniti a Caracas del 3 gennaio. A Roma, in Piazza Barberini, il segretario generale Maurizio Landini ha partecipato alla protesta, affermando: “Sarei preoccupato se sapessi che un paese straniero può venire a destituire un leader eletto dal popolo.” Questa posizione ha scatenato la reazione furiosa di alcuni venezuelani presenti, che hanno contestato i manifestanti, dando vita a momenti di tensione.
Yespica ha ribadito il suo punto di vista, affermando: “Rispetto le idee altrui ma non le condivido. Loro non hanno vissuto quello che abbiamo vissuto noi.” Raccontando la sua esperienza, ha dichiarato: “Io ho sofferto la fame, mio padre si toglieva il cibo di bocca per dare da mangiare a me. Mia sorella fu aggredita in strada con una pistola solo per rubarle il telefono.”
La sua denuncia riflette il sentimento di una buona parte della comunità venezuelana in Italia, che ha espresso pubblicamente il proprio disappunto per le manifestazioni pro-Maduro. Yespica ha continuato: “Questa gente dovrebbe mettersi nei nostri panni e capire quello che abbiamo dovuto soffrire noi venezuelani e rispettare i nostri sentimenti.” La comunità venezuelana di Genova ha diffuso un comunicato molto critico: “Non accettiamo che si venga a spiegare ai venezuelani cosa siano la pace, la giustizia o la democrazia, quando sono proprio questi valori a essere stati negati per decenni. La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica.”
Per Aida Yespica, che non ritorna nel suo paese da quattordici anni, questa è una notizia che aspettava da tempo. “Non vedo l’ora di tornarci,” confessa. “Tutti i miei amici venezuelani e mia sorella sono andati a festeggiare a Piazza Castello a Milano. Lasciateci gioire anche se non sappiamo ancora cosa succederà dopo.” La showgirl ha concluso con un appello diretto a chi protesta in Italia: “Solo noi venezuelani sappiamo cosa abbiamo dovuto sopportare per 25 anni.” Questo messaggio risuona come un pugno nello stomaco per coloro che, senza aver mai vissuto sotto il regime di Maduro, sono scesi in piazza per difenderlo.



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