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Allarme di Crosetto sul Golfo Persico: “Rischio di conflitto nucleare”



Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sollevato preoccupazioni riguardo al potenziale utilizzo di armi nucleari, senza specificare le nazioni coinvolte, ma implicando chiaramente Israele e Stati Uniti.  Ciò solleva interrogativi inquietanti: si tratta di una semplice apprensione o il Ministro possiede informazioni riservate che suggeriscono che l’ex Presidente Donald Trump potrebbe prendere in considerazione un’azione così estrema nelle prossime ore o giorni?  Tale scenario appare altamente improbabile e richiede un’immediata azione di contenimento.



In un’intervista al Corriere della Sera, il Ministro Crosetto ha affermato: “Il rischio di questo conflitto è la follia. Non abbiamo imparato nulla da Hiroshima”.  Il Ministro ha sottolineato il fallimento del multilateralismo e il conseguente declino dell’influenza dell’ONU, lasciando un vuoto pericoloso nel panorama internazionale.

Crosetto ha descritto l’attuale conflitto come senza precedenti negli ultimi decenni, caratterizzato da una complessa interazione di criticità che si autoalimentano e che rendono la risoluzione sempre più ardua.  Il Ministro ha evidenziato il fallimento del multilateralismo nel trarre insegnamenti dal secolo scorso e nel sviluppare meccanismi di resilienza per affrontare le sfide contemporanee.

Il Ministro ha affrontato anche la questione del rischio nucleare, richiamando la capacità dell’umanità di compiere atti di estrema follia, come dimostrato dall’uso di armi nucleari a Hiroshima e Nagasaki.  Ha sottolineato la persistenza delle armi nucleari e la continua ricerca di tali armi da parte di nazioni che non le possiedono, affermando: “Non abbiamo imparato nulla”.

La dinamica che suscita maggiore preoccupazione è quella dell’escalation: “Ad azione corrisponde una reazione di livello superiore”. Una spirale che, se non interrotta, può condurre a conseguenze imprevedibili. Afghanistan, Ucraina, Iran: ogni conflitto trascurato come lezione ha alimentato il successivo.

Trump, l’Iran e una guerra decisa “in due”

In merito al Presidente americano, il Ministro Crosetto si esprime con chiarezza: “Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo”. Non ritiene probabile un impeachment e individua il problema reale nella corte che lo circonda: “Nessuno osa contraddire il Capo”. Una presidenza priva di voci critiche interne è una presidenza che rischia di commettere errori più facilmente.

Sul tema dell’Iran, il Ministro esprime una posizione netta: gli ayatollah rappresentavano “un problema di tutti”, ma la guerra scoppiata senza confronto internazionale e senza legittimità ha finito per favorire proprio Teheran. “Sui tempi e sui modi sarebbe stata utile una minore approssimazione”.

L’Italia non è alleata di Trump, è alleata degli Stati Uniti

In merito al ruolo dell’Italia, il Ministro rivendica la posizione assunta dal governo: “Abbiamo espresso la nostra non condivisione di questa guerra, cercando di limitare al massimo i danni”. E sulla NATO, chiarisce ogni equivoco: «L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Solo chi è privo di discernimento può pensare che si possa rompere questa alleanza».

Sulla possibilità che Trump ritiri le truppe dall’Europa, il Ministro Crosetto esprime preoccupazione: “Ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli”. Il tema di Sigonella viene affrontato rapidamente: le accuse di aver concesso la base alle operazioni sono “false”, e il Ministro si dichiara pronto a negarlo in Parlamento.

L’unica via d’uscita rimane la diplomazia.

In un contesto analogo, la potenza rappresenta l’unico fattore determinante, come ammesso dal Ministro Crosetto.  Tale affermazione, tuttavia, non si riferisce alla potenza tecnologica o economica, bensì alla potenza militare.  Nonostante ciò, la forza militare da sola non è sufficiente a determinare l’esito dei conflitti.  I casi di Ucraina e Iran dimostrano, infatti, che la durata di un conflitto è influenzata dalla capacità di resistenza della parte meno forte.

Il Ministro Crosetto sottolinea che il punto di risoluzione del conflitto risiede esclusivamente nel dialogo e nelle attività diplomatiche.  L’urgenza dell’ex Presidente Trump, dovuta all’avvicinarsi delle elezioni di medio termine, rischia di compromettere la leadership globale degli Stati Uniti.  Pertanto, chi detiene attualmente il potere ha il dovere di non trascurare questa situazione.

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