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"Chiamato dai carabinieri". Garlasco, notizia clamorosa su De Rensis: si scatena il finimondo (VIDEO)

Garlasco, Antonio De Rensis in tv: “Chiamato dai carabinieri, andrò a ritirare un avviso di garanzia”

Nel corso della trasmissione Verità Nascoste il legale di Alberto Stasi ha annunciato una nuova denuncia per diffamazione a mezzo stampa



Nel corso della trasmissione Verità Nascoste il legale di Alberto Stasi ha annunciato una nuova denuncia per diffamazione a mezzo stampa



Il caso giudiziario legato all’Omicidio di Chiara Poggi continua a occupare un posto centrale nel dibattito televisivo e pubblico, tra nuovi sviluppi investigativi e polemiche. Nella serata di martedì 27 ottobre 2026, la trasmissione Verità Nascoste è tornata ad approfondire la vicenda, dedicando ampio spazio alle posizioni dei protagonisti. Tra gli ospiti più attesi figurava Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, che ha affrontato il confronto con il mondo dell’informazione lasciandosi andare a dichiarazioni destinate a far discutere.

Nel corso della puntata, il conduttore Milo Infante si è soffermato anche sulle parole pronunciate da Oscar Ghizzoni, storico consulente di Alberto Stasi, intervenuto in un altro programma televisivo dal titolo Ore 11. Ghizzoni ha dichiarato che si sarebbe generato un fenomeno mediatico di ricerca del colpevole più facile, individuando in Stasi la preda facile del momento a causa della sua vicinanza. Secondo il consulente, tutti i presunti elementi sarebbero stati smentiti uno per uno nel corso del tempo.

Successivamente, il confronto in studio si è spostato sulle posizioni espresse da alcuni esponenti della stampa che continuano a considerare Stasi responsabile del delitto. È stato in questo contesto che Antonio De Rensis ha sorpreso tutti i presenti con una rivelazione inattesa riguardo alla sua attività professionale. Il legale ha annunciato di essere stato contattato telefonicamente proprio nella giornata del 27 ottobre dai carabinieri, spiegando di dover recarsi a ritirare gli atti relativi a un’ulteriore denuncia per diffamazione a mezzo stampa.

Rivolgendosi direttamente al conduttore, l’avvocato ha precisato che tale comunicazione si inserisce in attesa della preannunciata querela da parte del dottor Garofano. De Rensis ha affermato di aver ricevuto la chiamata dall’Arma e che i propri avvocati si occuperanno della gestione di questa ennesima contestazione, pur evidenziando di non conoscere ancora l’identità del querelante. Le sue parole hanno immediatamente scatenato reazioni e commenti da parte del pubblico e in rete.

Questo momento della trasmissione ha catalizzato l’interesse generale, evidenziando il clima di forte tensione che circonda non soltanto la difesa tecnica del principale imputato, ma anche i professionisti che ogni giorno affrontano pubblicamente la complessa materia processuale. Gli interventi si sono susseguiti con grande intensità, offrendo spunti di riflessione sulle dinamiche che legano la giustizia italiana ai mezzi di comunicazione di massa. La discussione in studio ha toccato vari punti nevralgici, analizzando il peso delle dichiarazioni pubbliche e l’impatto che queste possono avere sull’andamento generale delle indagini e sulla percezione collettiva dei fatti.

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Gli utenti sul web hanno subito condiviso opinioni contrastanti, creando un vero e proprio caso mediatico attorno alle parole pronunciate dal legale durante il programma televisivo serale. L’attenzione resta dunque focalizzata sui prossimi sviluppi giudiziari, mentre l’opinione pubblica continua a dividersi sulle responsabilità e sugli scenari futuri legati alla tragica scomparsa della giovane Chiara Poggi a Garlasco.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sui contenuti specifici delle dichiarazioni contestate o sul mittente della nuova segnalazione giudiziaria. Sullo sfondo della vicenda resta comunque aperta l’inchiesta che vede coinvolto Andrea Sempio, la cui posizione prosegue lungo un percorso autonomo rispetto alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Le parole pronunciate dal difensore aggiungono dunque un nuovo capitolo alle polemiche che continuano ad accompagnare il delitto di Garlasco a quasi vent’anni di distanza.



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