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Bimba di tre anni travolta e uccisa, il dolore dei familiari: “Nadia non piange più”



Prato, 24 febbraio 2026 – “Nadia non piange più. È caduta e non piangeva. Nadia, perché non piangi?”. La madre di Nadia Namdi è in uno stato di profondo choc e riesce a esprimere solo poche parole. Con il capo chino e circondata da amici e parenti, Blessing, questo il suo nome, è in preda a un dolore inimmaginabile. Un’amica le offre una tazza di latte e un plumcake, cercando di incoraggiarla a mangiare e a prendere la tachipirina per il mal di testa, ma la madre non sembra accorgersi dell’andirivieni attorno a lei.



Nadia, una bambina di tre anni e mezzo, è stata investita da un’auto mentre tornava a casa, felice e spensierata, dopo aver partecipato a una festa di compleanno di un amico dell’asilo. La tragica notizia ha scosso profondamente la comunità di Vernio, dove la famiglia vive da quattro anni e si è ben integrata, condividendo la vita con altri cittadini di origine nigeriana. La bambina frequentava l’asilo di Luicciana, che ieri è rimasto chiuso in segno di lutto.

Domenica, la giornata che doveva essere di festa si è trasformata in un incubo per la famiglia di Nadia. I parenti e gli amici hanno affollato la casa in via di Camogli, cercando di portare conforto ai genitori, rimasti in piedi tutta la notte tra domenica e lunedì, sopraffatti dal dolore per la perdita della loro adorata bambina, sempre sorridente e piena di vita. La coppia ha anche un’altra figlia di un anno, che rappresenta l’unico raggio di sole in questo momento buio. La madre riesce a riprendersi solo per allattarla.

Il padre di Nadia, Ijeh Namdi, ha espresso la sua angoscia: “Voglio sapere come è stato possibile – ha dichiarato – la persona che l’ha investita dove è ora? Ha chiesto scusa? Voglio giustizia per mia figlia. Non voglio i soldi, voglio che mi sia ridata. Era troppo piccola per finire così”. I genitori non sono familiari con il sistema giudiziario italiano e non sanno come procedere per quanto riguarda le indagini o il rimpatrio del corpo di Nadia, una volta restituito loro.

La strada di Vernio dove è avvenuto l’incidente è ora segnata dalla tragedia. Princess, un’amica di famiglia, ha raccontato: “La bambina era con me, non riesco a farmene una ragione. Qui noi non abbiamo nonni o nonne, ci diamo una mano fra di noi. Spesso avevo Nadia con me. L’accompagnavo all’asilo insieme a mio figlio e poi andavo a riprenderla. Era una bambina solare, gioiosa. È come se fosse figlia mia. Non riesco a realizzare, mi sembra un brutto sogno. Aspetto che da un momento all’altro qualcuno mi dica: ‘Sveglia, è stato un incubo'”.

La comunità di Vernio si è unita nel cordoglio per la perdita di Nadia, e molti residenti hanno espresso la loro solidarietà alla famiglia Namdi in questo momento di grande dolore. La tragedia ha suscitato una forte emozione tra i cittadini, che si sono mobilitati per offrire supporto e conforto ai genitori distrutti dalla perdita.

Le autorità locali stanno seguendo da vicino la situazione e hanno assicurato che verranno effettuate tutte le indagini necessarie per fare chiarezza sull’incidente. La famiglia di Nadia, nel frattempo, continua a chiedere risposte e giustizia, mentre la comunità si stringe attorno a loro, cercando di alleviare il peso di un dolore insopportabile.

Mentre la famiglia si prepara a dare l’ultimo saluto alla piccola Nadia, il lutto collettivo per la sua scomparsa rimarrà impresso nei cuori di tutti coloro che l’hanno conosciuta. La speranza è che la sua memoria possa vivere attraverso l’amore e il sostegno che la comunità sta offrendo alla famiglia in questo momento tragico.



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