L’incontro in questione era noto al Ministero degli Affari Esteri ed era stato programmato diversi mesi prima. Tale incontro non rappresenta un’eccezione, bensì rientra nella prassi istituzionale, in quanto i viceministri incontrano regolarmente ambasciatori accreditati di Paesi con cui i rapporti bilaterali presentano complessità, al fine di evitare di esporre direttamente il Ministro degli Affari Esteri.
Questa informazione è stata confermata a LaPresse dal Viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, in risposta alle indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera riguardanti un suo incontro con l’Ambasciatore russo in Italia, incontro che, secondo le ricostruzioni, non sarebbe stato comunicato al governo e che avrebbe suscitato disappunto nella Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il Viceministro Cirielli ha definito tali ricostruzioni “prive di fondamento”.
L’incontro riservato tra il Viceministro Cirielli (Fratelli d’Italia) e l’Ambasciatore russo rappresenta un caso particolare, in quanto ha provocato l’irritazione della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”.
A dispetto delle note posizioni filorusse espresse dalla Lega di Matteo Salvini, nelle settimane scorse si è verificato un episodio di rilievo all’interno del partito della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La Presidente è venuta a conoscenza dell’incontro tra Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri in quota Fratelli d’Italia e già candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Campania, e l’Ambasciatore russo Aleksej Vladimirovic Paramonov, rappresentante di spicco di Vladimir Putin e Sergej Lavrov a Roma.
Un incontro diplomatico di rilievo, svoltosi al di fuori dei canali ufficiali della Farnesina, ha coinvolto il Viceministro degli Affari Esteri, Antonio Cirielli, e il Vice Ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Paramonov. Tale incontro, non preventivamente autorizzato, ha colto di sorpresa il governo italiano, inclusa la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. Secondo fonti interne, la reazione della Presidente Meloni, inaspettata dalla portata dell’iniziativa, non è stata delle più favorevoli.
Nonostante le spiegazioni fornite dal Viceministro Cirielli, che ha avuto un colloquio con la Presidente Meloni di carattere piuttosto diretto, il Viceministro ha lamentato la difficoltà di comunicare telefonicamente con la stessa. L’incontro con Paramonov si è tenuto circa un mese fa. Il Viceministro Cirielli, contattato ripetutamente da questo giornale, non ha risposto a messaggi e telefonate.
Palazzo Chigi ha adottato misure per minimizzare l’impatto mediatico della vicenda, considerata potenzialmente imbarazzante. Il Vice Ministro Paramonov, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Ria Novosti il 10 febbraio scorso, ha criticato la Presidente Meloni, accusandola di ignorare le preoccupazioni dei cittadini italiani e di sottovalutare le conseguenze della mancanza di cooperazione e dialogo con la Russia sull’Italia e sulla sua popolazione.
Tali dichiarazioni non hanno modificato la posizione della Presidente Meloni in merito al conflitto in Ucraina, ribadita mercoledì in Parlamento e ulteriormente rafforzata durante l’ultimo Consiglio supremo di Difesa tenutosi giovedì al Quirinale. Al termine del Consiglio, il Quirinale ha diffuso un comunicato in cui si sottolinea il contesto di instabilità, irresponsabilmente generato dall’aggressione russa all’Ucraina, con le conseguenti lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale. Il comunicato ribadisce l’impegno dell’Italia a ricercare e sostenere ogni sforzo volto a riaffermare la via negoziale e diplomatica.
Sembra improbabile che il Ministro Cirielli abbia incontrato l’Ambasciatore russo per un’iniziativa diplomatica senza un mandato di alto livello, considerando che, per inciso, nemmeno il Ministro Antonio Tajani era stato informato dal diretto interessato.
Questa informazione, confermata dai vertici tecnici del Ministero degli Affari Esteri, emerge in un contesto in cui la Lega si dissocia nuovamente dall’esecutivo e, in seguito alla proposta di Donald Trump, sollecita il riacquisto di gas e petrolio dalla Russia da parte dell’Italia. Tuttavia, Palazzo Chigi mantiene la sua posizione.



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