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Capotreno sfregiato dopo un’aggressione con bottiglia rotta: un altro episodio choc a 24 ore dall’omicidio di un collega a Bologna



Nel pomeriggio di ieri, martedì 6 gennaio, si è verificato un episodio di violenza a bordo dell’Intercity 1537 Ventimiglia-Milano, all’altezza di Imperia. Due passeggeri sono stati coinvolti in una colluttazione all’interno del convoglio e, secondo le prime informazioni, erano in possesso di bottiglie di vetro.



Durante la discussione, il capotreno è intervenuto per sedare la rissa ed è rimasto ferito a una mano. Nonostante l’infortunio, il capotreno ha proseguito il viaggio.

Trenitalia ha comunicato che non risultano altri passeggeri coinvolti o feriti nell’incidente. Il treno ha subito un ritardo contenuto, pari a circa cinque minuti, senza ulteriori ripercussioni sulla circolazione ferroviaria.

Questo episodio di violenza a Ventimiglia si verifica a un giorno di distanza dall’omicidio di un capotreno di 34 anni a Bologna. Il capo della squadra mobile della Questura di Bologna, Guglielmo Battisti, ha dichiarato ai giornalisti che i due episodi non sembrano essere collegati e che i due capotreni non si conoscevano.  L’omicidio di Alessandro Ambrosio, Capotreno, ha portato al fermo del croato Marin Jelenik, avvenuto ieri sera a Desenzano.

Per quanto riguarda il movente dell’omicidio, il capo Battisti ha affermato che le indagini sono in corso e che si sta lavorando a pieno ritmo per chiarire le dinamiche dell’accaduto. Al momento del fermo, l’indagato non ha rilasciato spontanee dichiarazioni.

Battisti ha inoltre sottolineato che, in sole 24 ore, sono state raccolte informazioni che solitamente richiedono mesi di indagini.  L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio la giornata dell’omicidio, quella successiva e quelle precedenti, al fine di delineare il profilo del presunto autore.  Secondo l’investigatore, il fermato risulta privo di legami stabili con il territorio, senza familiari, vive in strada e non ha domicilio né residenza.  Presenta diversi precedenti, prevalentemente per porto di coltelli, ma non di particolare gravità.

A seguito dell’aggressione subita dal capotreno a Imperia, è stato proclamato uno sciopero per domani.

A seguito dell’omicidio avvenuto a Bologna di Alessandro Ambrosio, un ulteriore capotreno è stato ferito mentre tentava di ristabilire l’ordine a bordo di un convoglio ferroviario. L’incidente si è verificato ieri pomeriggio, intorno alle ore 17:30, sull’Intercity 1537 Ventimiglia-Milano, poco prima dell’arrivo alla stazione di Imperia. Il capotreno era intervenuto per sedare una violenta alterazione tra due passeggeri, che è rapidamente degenerata in un’aggressione.

Secondo le testimonianze raccolte, i due individui erano in possesso di bottiglie di vetro. Durante la discussione, uno dei due ha tentato di colpire il capotreno al collo e alla testa con frammenti di bottiglia. Il ferroviere è riuscito a difendersi, riportando tuttavia una ferita a una mano.  Nessun altro passeggero è stato coinvolto nell’incidente.  Le forze dell’ordine sono intervenute a bordo del convoglio e hanno provveduto a far scendere i due individui alla stazione di Imperia.

Dopo aver ricevuto le cure necessarie, il capotreno ha optato per la ripresa del servizio e ha completato il viaggio. Il treno ha accumulato un ritardo contenuto, pari a circa cinque minuti.

L’episodio ha tuttavia avuto immediate ripercussioni a livello sindacale. Le segreterie regionali di diverse organizzazioni sindacali del settore ferroviario hanno proclamato uno sciopero di otto ore in seguito all’aggressione. L’astensione dal lavoro coinvolgerà il personale degli equipaggi, i capi treno e i macchinisti, inclusi quadri, amministrativi e personale diretto e indiretto della Direzione Operativa Intercity di Trenitalia a Genova Piazza Principe. La mobilitazione è prevista per domani, 8 gennaio 2026, dalle ore 9:01 alle ore 17:00.

Sandra Piana, responsabile Fit Cisl Liguria per il trasporto ferroviario, ha espresso preoccupazione per la crescente pericolosità del fenomeno in questione, sottolineando la mancanza di una strategia completa e di soluzioni concrete.  La sicurezza sul lavoro, ha ribadito, costituisce un diritto inalienabile, ripetutamente affermato nei mesi scorsi.  Le iniziative intraprese dall’azienda, a suo parere, risultano insufficienti.  È necessario, pertanto, riaprire i presidi della Polizia Ferroviaria precedentemente dismessi, integrarli con ulteriore personale e garantire che RFI porti a termine il progetto di installazione dei tornelli, finora rimasto incompiuto.  Non si può accettare che tali episodi vengano liquidati come mere casualità; è fondamentale tutelare i lavoratori in modo effettivo.



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