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Crans-Montana, la studentessa Elsa Rubino si risveglia dal coma: “Ci ha riconosciuti”, dicono i genitori



Dopo ventidue giorni di coma, Elsa Rubino, una studentessa quindicenne di Biella, ha finalmente riaperto gli occhi e riconosciuto i suoi genitori. La notizia è stata accolta con grande emozione dal padre, Lorenzo, che ha dichiarato: “È stata una giornata positiva perché Elsa ci ha riconosciuto. È una grande emozione”. Elsa si trovava al Constellation di Crans Montana per festeggiare il nuovo anno quando è scoppiato un violento incendio che ha causato gravi ferite a diversi giovani.



Attualmente, Elsa è ricoverata in una struttura ospedaliera a Zurigo, dove ha già subito due operazioni per le lesioni riportate. Una terza operazione all’intestino era prevista nei giorni scorsi, ma è stata rinviata a causa delle sue condizioni delicate. La prognosi rimane riservata e la ragazza è ancora in terapia intensiva, mentre i medici continuano a monitorare attentamente la sua situazione.

Nel frattempo, altri ragazzi coinvolti nell’incidente di Capodanno stanno continuando il loro percorso di recupero. Al Niguarda di Milano, dieci giovani, per la maggior parte tra i 15 e i 16 anni, sono ancora ricoverati a causa delle gravi ustioni riportate durante l’incendio. Alcuni di loro potrebbero essere dimessi nei prossimi giorni, a patto che il loro quadro clinico continui a migliorare. Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha sottolineato l’impegno costante delle autorità sanitarie: “Fin dal primo minuto, il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti”.

Per facilitare la vicinanza alla famiglia, la 29enne Eleonora Palmieri, veterinaria originaria del Riminese, è stata trasferita all’ospedale di Cesena. Un altro paziente era stato precedentemente trasferito al Policlinico di Milano, specializzato in patologie respiratorie, per trattare la grave insufficienza respiratoria causata dai fumi tossici inalati durante l’incendio.

Per i ragazzi ancora ricoverati al Niguarda, il percorso di cura rimane complesso e lungo. È previsto un monitoraggio continuo e interventi di prevenzione nei prossimi giorni. Tuttavia, Bertolaso ha evidenziato che “stiamo ricevendo risposte straordinarie” da parte dei pazienti e ha elogiato il sistema ospedaliero per la sua qualità, efficacia e umanità. L’obiettivo rimane quello di dichiarare quanto prima che tutti i pazienti siano definitivamente fuori pericolo di vita. Attualmente, quattro ragazzi sono in terapia intensiva e sei al Centro Ustioni.

La situazione sta migliorando anche per Leonardo e Kean, due sedicenni compagni di scuola del liceo Virgilio di Milano, che sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e ora comunicano tramite un computer, dove possono vedere videomessaggi di amici e familiari. Al Niguarda sono ricoverate anche Francesca e Sofia, entrambe sedicenni e anch’esse alunne del liceo Virgilio. Questi studenti stavano trascorrendo le vacanze di Capodanno insieme, ospiti nella casa dei genitori di Francesca.

Giuseppe Giola, un milanese, è stato il primo a raggiungere il Niguarda in elicottero la sera del primo gennaio. È ricoverato per ustioni, soprattutto a una mano, ma le sue condizioni sono migliorate e non è più intubato. Altri pazienti, come Manfredi, un sedicenne romano, devono affrontare ulteriori interventi, con un’operazione programmata entro la settimana.



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