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Critiche a Bonelli in Parlamento e, altrove, la Premier di sinistra propone espulsioni automatiche per chi delinque



Il governo danese ha annunciato l’implementazione di nuove misure volte a rafforzare la politica migratoria del paese, prevedendo l’espulsione dei cittadini non danesi condannati a pene detentive di un anno o più per reati gravi. 



Il Ministero dell’Immigrazione ha dichiarato che i criminali stranieri condannati a pene detentive pari o superiori a un anno per reati gravi, quali aggressione aggravata e stupro, dovrebbero essere espulsi, salvo eccezioni.  Tale decisione si basa sul principio che tali individui rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica e il benessere sociale.

Le normative vigenti non prevedono espulsioni automatiche, in quanto conformi alle convenzioni internazionali che tutelano il diritto alla vita privata e familiare, nonché contro i trattamenti disumani e degradanti. Tuttavia, la nuova riforma legislativa promette un significativo cambiamento di rotta, introducendo l’espulsione automatica per tutti i cittadini stranieri condannati a pene detentive di almeno un anno per reati gravi.

Questa misura è in linea con le promesse elettorali del Primo Ministro Mette Frederiksen, che aveva annunciato un’ampia revisione delle politiche migratorie del paese.  L’obiettivo è quello di garantire una maggiore sicurezza pubblica e di allontanare dal territorio danese gli individui che si rendono responsabili di crimini gravi, quali aggressioni e violenze sessuali.  La nuova normativa prevede che tali individui non abbiano diritto a seconde possibilità e che vengano espulsi rapidamente dal paese.

Una condanna pari a 12 mesi comporterà l’espulsione.  Si teme che la nuova normativa possa entrare in conflitto con i diritti sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), tuttavia la Danimarca sembra intenzionata a procedere senza indugi, anche in assenza di pareri contrari da parte degli altri Stati membri.  Considerata l’attuale crescita dei reati, numerosi Paesi europei stanno valutando l’inasprimento delle politiche migratorie. 

In particolare, si sta ipotizzando la creazione di centri per il rimpatrio in Paesi extra-UE, quali Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia.  Tali hub ospiterebbero gli stranieri irregolari in attesa del loro trasferimento verso il Paese d’origine.  Si prevede di concludere accordi con i Paesi interessati entro il 2026.



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