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Crosetto alza l’allerta: “massima protezione aerea”, timori per sviluppi improvvisi



Nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’innalzamento delle misure di protezione della difesa aerea e antibalistica sul territorio nazionale. Il provvedimento, ha spiegato, è stato disposto in raccordo con gli alleati e con la Nato, alla luce dell’evoluzione del quadro regionale e degli episodi registrati in altre aree del Mediterraneo orientale.



Intervenendo in Aula, Crosetto ha motivato la decisione richiamando quanto accaduto in Turchia e a Cipro, e ha riferito di aver attivato la catena di comando militare per portare la postura di difesa al livello più elevato. Il ministro ha dichiarato: «Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato». La formulazione del ministro colloca la scelta italiana nel contesto di una situazione considerata fluida, con il rischio di ulteriori reazioni e sviluppi difficili da prevedere nel breve periodo.

Il riferimento a una “protezione della difesa aerea e anti balistica” riguarda, in termini generali, l’insieme delle misure che permettono di sorvegliare lo spazio aereo, intercettare eventuali minacce e coordinare la risposta con partner e strutture alleate. Nel passaggio in cui richiama il coordinamento con la Nato, Crosetto ha indicato la necessità di allineare l’azione nazionale a quella dei dispositivi collettivi, in modo da garantire prontezza operativa e scambio informativo in tempo reale.

Nello stesso quadro di comunicazioni parlamentari è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha posto l’accento sulla richiesta di assistenza arrivata da alcuni Paesi del Golfo. Tajani ha collegato tale richiesta agli sviluppi sul fronte regionale, parlando di attacchi che hanno spinto partner strategici a domandare supporto per rafforzare la propria difesa aerea. In Aula ha affermato: «Di fronte agli «attacchi indiscriminati» dell’Iran ai Paesi della regione, «alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea. Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste»».

Il ministro degli Esteri ha quindi spiegato che la decisione dell’esecutivo punta a rispondere alle richieste ricevute, in un contesto in cui sono presenti consistenti comunità italiane, comprese componenti civili e militari. Nelle sue parole, la tutela dei cittadini italiani all’estero rientra tra le ragioni che hanno portato il governo a valutare l’adesione alle richieste di rafforzamento delle capacità difensive dei partner. Tajani ha anche sottolineato la scelta di informare il Parlamento e di condividere il percorso decisionale in una fase definita delicata.

Sul punto, Tajani ha aggiunto un appello alle forze politiche, richiamando l’esigenza di coesione istituzionale nella gestione della crisi. Il ministro ha dichiarato: «Siamo qui oggi per condividere con il Parlamento questa scelta, con le modalità che illustrerà nel dettaglio il ministro Crosetto. Per questo rivolgo un nuovo ancorato appello a tutte le forze politiche: il confronto è legittimo e doveroso, le differenze di vedute fanno parte della normale dialettica democratica, ma in passaggi così delicati è fondamentale essere uniti».

Dalle comunicazioni rese alla Camera emerge quindi una doppia direttrice: da un lato, l’innalzamento al massimo livello della protezione della difesa aerea e antibalistica in ambito nazionale annunciato da Crosetto; dall’altro, la disponibilità indicata da Tajani a fornire sostegno alle capacità di difesa aerea di partner del Golfo che lo hanno richiesto formalmente. In entrambi i casi, viene richiamato il coordinamento con alleati e strutture multilaterali, insieme all’esigenza di proteggere cittadini italiani coinvolti direttamente o indirettamente dagli sviluppi della crisi.



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