Intervenendo a “Non stop news” su RTL 102.5, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il punto su sicurezza interna, rapporti istituzionali, uso delle basi militari e iniziative economiche legate all’escalation in Iran. Al centro, l’attenzione ai rischi connessi al terrorismo e la gestione delle possibili ripercussioni sul territorio nazionale, insieme al coordinamento con alleati e Paesi dell’area mediorientale.
Sul tema della minaccia terroristica, la premier ha descritto un livello di attenzione elevato e un coinvolgimento pieno degli apparati competenti. «Sul terrorismo islamico “non bisogna mai abbassare la guardia, siamo totalmente mobilitati, sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, il ministro Piantedosi ha già convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza, il comitato analisi strategica antiterrorismo” si riunisce “in modo cadenzato, abbiamo delle eccellenze. Non siamo distratti, la guardia è altissima”», ha dichiarato, richiamando l’attivazione dei tavoli e degli strumenti di coordinamento istituzionale. Nella ricostruzione fornita in trasmissione, un passaggio riguarda anche il ruolo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, indicato come già intervenuto con la convocazione delle sedi deputate alla valutazione del quadro.
Nel corso dell’intervista, Meloni ha risposto anche alle indiscrezioni su presunti contrasti con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, respingendo l’ipotesi e rivendicando un dialogo costante in questa fase internazionale. «Contrasti con Mattarella? “Totale Fantascienza, sono stata a parlare anche ieri col Presidente Mattarella – ha ricordato la premier – in questa delicata situazione internazionale, abbiamo condiviso le stesse preoccupazioni, come spesso accade. Mi pare che ci sia sempre un tentativo di creare delle divaricazioni che però io non vedo nel mio quotidiano, posso sempre contare sulla presenza del Presidente della Repubblica, che è molto prezioso, particolarmente in una fase come questa”». Il riferimento è alla necessità di tenere allineate le valutazioni istituzionali su una crisi ritenuta sensibile anche per le ricadute in Italia.
Altro capitolo affrontato riguarda l’utilizzo delle basi militari. La presidente del Consiglio ha richiamato l’esistenza di intese bilaterali, precisando che l’assetto attuale si muove entro i binari già previsti e che non risultano, allo stato, richieste ulteriori. «“Per l’utilizzo delle basi militari – ha sottolineato la premier – tutti si stanno attenendo agli accordi bilaterali, la stessa portavoce spagnola ha detto che c’è un accordo bilaterale con gli Stati Uniti, che non viene messo in discussione, questo vale anche per noi”». Nello stesso passaggio, Meloni ha aggiunto: «Oggi non abbiamo nessuna richiesta” per un uso più esteso delle basi militari in Italia, che eventualmente passerà dal Parlamento. “Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”». La linea indicata è quindi quella di un monitoraggio costante, con eventuali scelte future rimesse alle procedure istituzionali previste.
Sul piano degli impegni internazionali, Meloni ha indicato che Italia, insieme a Regno Unito, Francia e Germania, intende predisporre aiuti ai Paesi del Golfo in materia di difesa aerea, motivando la scelta con il legame con Paesi amici e con la presenza di cittadini italiani nell’area. «“L’Italia – ha sottolineato la presidente del Consiglio – come Regno Unito, Francia e Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo: parliamo chiaramente di difesa aerea, non solo perché sono Nazioni amiche ma perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere. E il Golfo è vitale per gli approvvigionamenti”». Nelle parole della premier, dunque, l’iniziativa viene collegata tanto alla cooperazione quanto a esigenze di tutela dei connazionali e alla rilevanza dell’area per i flussi di approvvigionamento.
La presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema delle ricadute interne dell’escalation e delle iniziative messe in campo dal governo sul fronte diplomatico ed economico. «Parlando delle conseguenze dell’escalation in Iran, Meloni si è detta “ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia. Ovviamente noi stiamo lavorando su tutti questi fronti: intanto siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente, e poi siamo impegnati soprattutto su tre fronti. E cioè lavorare sul piano diplomatico, anche attraverso questi contatti, per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato sul nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l’Iran non smette di attaccare i Paesi limitrofi, i Paesi del Golfo, favorendo una de-escalation”». La premier ha quindi descritto una rete di contatti con alleati e interlocutori della regione, indicando come obiettivo la ripresa del negoziato sul nucleare, legata però — nella sua valutazione — alla riduzione delle azioni militari nella regione.
Infine, sul fronte dei prezzi e dei rischi di speculazione, Meloni ha richiamato l’attivazione di un sistema di monitoraggio, attribuendone l’avvio al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. «“Contemporaneamente – ha spiegato la premier – il ministro Urso ha attivato quello che tutti conosciamo come Mister Prezzi, cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare se ci sono aumenti anomali e ingiustificati dei prezzi, in particolare alla pompa di benzina e sui generi alimentari. Anche qui faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi”, ha avvertito». Il passaggio collega dunque la gestione dell’emergenza internazionale alla vigilanza sul mercato interno, con un focus su carburanti e beni alimentari.



Add comment