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Delmastro e il “a mia insaputa”: l’indecente scusa dopo lo scandalo del ristorante con la figlia del prestanome del clan senese



Andrea Delmastro, socio dell’erede del prestanome del boss, ha dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che Miriam Caroccia fosse la figlia di Mauro Caroccia, condannato a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa. Attualmente detenuto, Mauro Caroccia è prestanome del clan di Michele Senese, noto come ‘O Pazzo, considerato il più spietato di Roma.



Questo legame risulta fondamentale, poiché, come riportato da Il Fatto Quotidiano, la giovane Caroccia ricopre la carica di amministratrice unica e socia di maggioranza de Le 5 Forchette srl, con sede a Biella, città natale di Delmastro.  Fino a poche settimane fa, il sottosegretario deteneva il 25% della società, mentre un 5% a testa era detenuto da esponenti di spicco di Fratelli d’Italia in Piemonte: il segretario provinciale e assessore a Biella Cristiano Franceschini, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà e la vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino.

Un ulteriore 10% era detenuto da Donatella Pelle, moglie di Domenico Monteleone, avvocato indicato come vicino a Delmastro.  Si precisa che tutte le persone menzionate sono estranee alle indagini giudiziarie in corso.

Si pone la questione di quale fosse il motivo per cui quattro autorevoli esponenti del partito fossero soci di una società con la figlia di un prestanome di un boss.

A seguito della pubblicazione dello scoop da parte del nostro giornale, Delmastro ha tentato di minimizzare la situazione, affermando: “Si tratta di una società con una giovane donna non imputata e non indagata, che successivamente si scopre essere figlia di un prestanome di un boss. Nel momento in cui tale informazione è emersa, ho immediatamente, per rigore etico e morale che mi contraddistingue nella mia battaglia, provveduto a ritirarmi dalla società”.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, Miriam Caroccia non sembrerebbe aver avuto rapporti frequenti con il Sottosegretario Delmastro, nonostante, a quanto risulta dall’atto notarile, abbiano firmato congiuntamente a Biella la costituzione della società a responsabilità limitata.

Il Fatto Quotidiano ha verificato che il Sottosegretario si sia recato presso il ristorante Bisteccheria d’Italia in almeno un’occasione. Tuttavia, l’ex socia, a quanto ricostruito dal nostro giornale, non lo avrebbe riconosciuto.

A informare la signora Caroccia della presenza del suo socio al tavolo del suo ristorante è stato suo padre, Mauro Caroccia, che all’epoca era ancora a piede libero e gestiva la bisteccheria.

Questo episodio merita un’attenta analisi. Sui social media (i video sono tuttora disponibili) è Mauro Caroccia a promuovere il locale situato in via Tuscolana 452, indirizzo che coincide con la sede dell’unità locale indicata negli atti della società “Le 5 Forchette”, di cui il Sottosegretario Delmastro deteneva il 25% delle quote.

Affinché il Sottosegretario non fosse a conoscenza di tali informazioni, dovrebbe non aver mai visionato alcun video promozionale del ristorante collegato alla sua società. Inoltre, la sua socia non sarebbe stata in grado di riconoscerlo, se non grazie a suo padre, che è stato costretto a identificarlo per lei. In quell’occasione, Mauro Caroccia, ancora libero, gestiva la sala insieme alla figlia.

È plausibile che il Sottosegretario Delmastro ignorasse l’identità del padre di Miriam Caroccia, ovvero del vero gestore del ristorante? Tale ipotesi appare difficile da sostenere.

Resta inoltre da chiarire quali siano state le motivazioni che hanno spinto un Sottosegretario alla Giustizia, di professione penalista, piemontese classe 1976, a stipulare una società con una giovane romana che aveva appena compiuto 18 anni all’epoca della costituzione della società a responsabilità limitata.  Inoltre, si pone la questione di chi abbia introdotto il Sottosegretario Delmastro (e altri politici piemontesi) in contatto con l’ultima discendente della famiglia Caroccia, che aveva raggiunto la maggiore età da pochi mesi.

Chi ha accompagnato la giovane romana allo stesso tavolo dei quattro, quando il 16 dicembre 2024 la società è stata costituita nello studio del notaio Carlo Scola a Biella?

“Caroccia? Mi ricordo, è intervenuta personalmente”, ha dichiarato al Fatto Quotidiano il notaio Scola, che ha curato anche altri affari del Sottosegretario Delmastro.

Il sottosegretario afferma di essersi “ritirato dalla società immediatamente” al momento in cui è venuto a conoscenza della parentela tra la giovane Caroccia e il prestanome dei Senese. Tuttavia, non viene fornita alcuna data precisa in merito a quando il sottosegretario abbia effettuato tale scoperta.

Sebbene Delmastro non fornisca date specifiche, Il Fatto Quotidiano ha ricostruito che il sottosegretario ha ceduto le sue quote della società a responsabilità limitata in due fasi distinte. In primo luogo, nel novembre 2025, ha trasferito il 25% delle sue quote alla G&G, società di sua proprietà.

Successivamente, il 27 febbraio 2026, ha ceduto definitivamente le sue quote a Pelle. Il 5 marzo 2026, tutti i soci rimasti hanno venduto simultaneamente le proprie quote alla giovane Caroccia.  È importante notare che il 19 febbraio 2026 la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna di Caroccia senior.  Si pone la questione se Delmastro abbia appreso della parentela tra la sua socia e Caroccia senior solo dopo la sentenza definitiva.  È opportuno ricordare che Caroccia senior era stato arrestato nel luglio 2020 nell’ambito dell’operazione “Affari di famiglia”, e una semplice ricerca online avrebbe potuto rivelare tale informazione.



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