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Dopo la morte del bambino trapiantato, Bassetti: “Comunicazione inaccettabile, sì alla donazione di organi”



Il piccolo Domenico, di soli due anni, è deceduto nella mattina di sabato 21 febbraio, dopo quasi due mesi trascorsi attaccato a una macchina in terapia intensiva presso l’Ospedale Monaldi di Napoli. La sua morte segue un trapianto di cuore avvenuto poco prima di Natale 2025, un intervento che si è rivelato fatale a causa di un organo deteriorato, portando a un’indagine che cerca di chiarire le responsabilità.



Secondo le prime informazioni, il cuore trapiantato a Domenico sarebbe stato danneggiato a causa di modalità di trasporto inadeguate da Bolzano. Gli esperti medici hanno escluso che il bambino potesse sopravvivere a un ulteriore trapianto, e anche l’uso di un cuore artificiale non sarebbe stato d’aiuto. La magistratura sta attualmente indagando per fare luce su quanto accaduto, ma la triste realtà è che il piccolo non c’è più, lasciando un vuoto incolmabile in una vita breve e tragica, la cui storia ha colpito profondamente l’opinione pubblica italiana.

Tra coloro che hanno commentato l’accaduto c’è il professor Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. In un post sui social, il professor Bassetti ha evidenziato una serie di “errori tecnici” che hanno contribuito alla tragedia. Ha sottolineato che la conservazione dell’organo era probabilmente inadeguata e che si era fatto uso di ghiaccio secco anziché ghiaccio normale. Inoltre, ha criticato la decisione di espiantare il cuore di Domenico prima dell’arrivo dell’organo donato, evidenziando che il bambino, affetto da una grave patologia cardiaca congenita, era in lista d’attesa per un nuovo cuore.

Il professor Bassetti ha spiegato che, secondo le pratiche cliniche standard, è fondamentale attendere che il nuovo organo sia fisicamente presente in sala operatoria prima di procedere all’espianto. “Anche un incidente – non necessariamente il trasporto inadeguato di cui si parla – avrebbe potuto compromettere l’organo,” ha affermato, rimarcando l’importanza di garantire la massima sicurezza durante le procedure di trapianto.

Oltre agli errori tecnici, il professor Bassetti ha messo in luce anche gravi errori di comunicazione. Ha riferito che, secondo quanto appreso dagli avvocati della madre di Domenico, nessuno le ha fornito informazioni sulla situazione del figlio fino a quando non ha appreso la notizia della sua morte dai giornali. “Ecco, evidentemente tutto questo è inaccettabile,” ha dichiarato il medico. “È inaccettabile perché si può anche sbagliare. Ci può anche essere un errore, ma bisogna evidentemente dirlo alle persone; questo fa parte della comunicazione medico-paziente.”

La comunicazione chiara e trasparente tra medici e pazienti è considerata un pilastro fondamentale della pratica sanitaria, essenziale per costruire un rapporto di fiducia. Nel caso di errori sanitari, la comunicazione onesta diventa ancora più cruciale.

Il professor Bassetti ha concluso il suo intervento esortando a sostenere la donazione degli organi, un aspetto fondamentale dell’assistenza sanitaria in Italia. Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti (CNT), nel Paese si effettuano annualmente poco meno di 4.000 trapianti d’organo, con un numero significativo di trapianti di reni e fegato, mentre quelli di cuore sono alcune centinaia. L’Italia è riconosciuta come uno dei Paesi più virtuosi in questa pratica, grazie a un eccellente sistema di coordinamento e a una rete ospedaliera altamente specializzata.

“Mi auguro che si faccia presto luce su questo fenomeno, anche perché i trapianti d’organo in Italia sono una grande eccellenza,” ha sottolineato il professor Bassetti. “Quindi mi raccomando, quando tutti voi fate la carta d’identità o la patente, date il consenso all’espianto degli organi nel caso malaugurato dovesse succedere qualcosa. Sappiate che donare un organo vuol dire donare la vita,” ha concluso il medico, invitando tutti a riflettere sull’importanza della donazione e sulla necessità di garantire che ogni trapianto avvenga nelle migliori condizioni possibili.



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