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È giusto sposare una ragazza di 9 anni: ‘Dopo le mestruazioni è adulta’, dice un imam espulso dall’Italia



Un imam di origini pakistane, Ali Kashif, è stato espulso dall’Italia per le sue dichiarazioni relative al matrimonio infantile, in particolare per aver affermato che “opo il ciclo mestruale una ragazza diventa una donna” e che, pertanto, “si può sposare, è una tradizione”, riferendosi a una bambina di soli 9 anni. Le sue parole sono state registrate durante un’intervista per il programma televisivo “Fuori dal Coro”, trasmesso su Rete 4, senza che l’imam fosse a conoscenza della presenza di telecamere nascoste.



Le affermazioni di Ali Kashif hanno suscitato un’ondata di indignazione e preoccupazione, portando il questore di Brescia, Paolo Sartori, a prendere la decisione di espellerlo. L’imam è stato accompagnato all’aeroporto di Milano Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Islamabad, con uno scalo a Bangkok. La sua espulsione è stata giustificata non solo per la gravità delle sue affermazioni, considerate “pericolose socialmente”, ma anche per la mancanza di un valido titolo di soggiorno.

La reazione del Centro culturale islamico di Brescia è stata immediata e decisa. In una nota ufficiale, l’organizzazione ha preso le distanze dalle dichiarazioni dell’imam, affermando di non sostenere in alcun modo “pratiche, teorie o giustificazioni che violino i diritti fondamentali dei minori”, né dal punto di vista religioso, culturale o sociale. Hanno sottolineato che tali affermazioni sono “totalmente estranee ai nostri valori, al nostro operato e all’insegnamento della religione islamica che da sempre promuoviamo”.

Inoltre, il Centro ha chiarito la posizione dell’Islam riguardo al matrimonio infantile, specificando che “nel Sacro Corano non esiste alcun riferimento che consenta o legittimi il matrimonio con bambine o bambini”. Hanno ribadito che i minori devono essere “tutelati e protetti in modo assoluto”, evidenziando l’importanza della protezione dei diritti dei più giovani.

Le dichiarazioni di Ali Kashif hanno riaperto un dibattito più ampio sui diritti delle donne e dei minori all’interno delle comunità musulmane in Italia e nel mondo. In un contesto globale in cui le pratiche di matrimonio infantile sono state condannate da numerose organizzazioni internazionali e diritti umani, le parole dell’imam hanno suscitato preoccupazione per la loro potenziale influenza su una cultura già vulnerabile.

Il programma “Fuori dal Coro”, condotto da Mario Giordano, ha messo in luce non solo le dichiarazioni di Ali Kashif, ma anche la necessità di affrontare questioni delicate come quella del matrimonio infantile e della tutela dei diritti dei minori. La trasmissione ha suscitato un ampio dibattito pubblico, evidenziando l’importanza di una maggiore consapevolezza e attenzione verso queste tematiche.

L’espulsione dell’imam rappresenta un passo significativo nella lotta contro le pratiche dannose e le ideologie retrograde che minacciano i diritti fondamentali delle donne e dei bambini. Le autorità italiane hanno dimostrato una ferma determinazione nel condannare tali posizioni e nel proteggere i diritti dei più vulnerabili.

In conclusione, l’episodio ha messo in evidenza la necessità di un dialogo costruttivo all’interno delle comunità religiose e culturali, al fine di promuovere una visione più inclusiva e rispettosa dei diritti umani. L’impegno del Centro culturale islamico di Brescia nel dissociarsi dalle affermazioni dell’imam è un passo importante verso la costruzione di una società più giusta e equa, in cui tutti i membri siano protetti e rispettati.

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