Manfredi Marcucci, un ragazzo di 16 anni, ha finalmente aperto gli occhi dopo due settimane di coma farmacologico. Il giovane è uno dei feriti coinvolti nell’incendio avvenuto a Crans Montana durante le celebrazioni di Capodanno e, da giorni, era ricoverato presso l’ospedale Niguarda di Milano. Le sue condizioni sono in miglioramento, e tra le prime domande rivolte ai genitori c’è stata: “Posso andare in gita con la scuola? E i miei amici dove sono?”.
Purtroppo, tra i suoi amici c’è anche Riccardo Minghetti, una delle sei vittime italiane dell’incidente. La notizia del risveglio di Manfredi è stata accolta con grande gioia dalla sua famiglia. Qualche giorno fa, il padre, Umberto Marcucci, aveva dichiarato a Fanpage.it: “Lo vegliamo giorno e notte; per ora non abbiamo potuto comunicare con lui, ma siamo sempre al suo fianco, guardando lui e lo splendido lavoro dei professionisti del Niguarda che si stanno adoperando per curarlo. Stiamo facendo il pieno di forze, perché ce ne serviranno tante quando Manfredi si risveglierà e avrà bisogno di noi.” Le sue parole rispecchiavano la speranza e la determinazione di una famiglia unita nel sostegno al giovane.
Dopo il risveglio, Manfredi ha mostrato interesse per i suoi compagni di classe, ricordando che gli studenti del liceo Chateaubriand di Roma, che seguono corsi di italiano, erano in gita a Milano per visitare i luoghi legati a Manzoni. Il giovane aveva programmato di partecipare a questo tour, ma la tragedia ha interrotto i suoi piani. I suoi compagni, venuti a conoscenza della sua situazione, si sono recati all’ospedale per incontrare i genitori di Manfredi e portare i loro pensieri e il loro affetto per l’amico.
Attualmente, Manfredi rimarrà ancora per alcuni giorni nell’ospedale Niguarda, dove continua a ricevere cure. Sebbene il suo stato di salute stia migliorando, il giovane sta affrontando molti dolori e si sottopone a ulteriori trattamenti. I suoi genitori, così come i familiari degli altri feriti, devono continuare a indossare le mascherine, poiché Manfredi ha subito danni alla gola e ai polmoni. Fortunatamente, non è più in terapia intensiva, ma è stato trasferito nel centro ustioni dello stesso ospedale. La speranza è che possa presto lasciare questa struttura e iniziare un percorso di recupero.
Il caso di Manfredi Marcucci ha attirato l’attenzione non solo per la sua drammaticità, ma anche per il coraggio e la resilienza dimostrati dal giovane e dalla sua famiglia. La comunità è unita nel sostegno a lui e agli altri feriti, mentre si cerca di elaborare il trauma di un evento così devastante. La vicenda ha messo in luce anche l’importanza della prevenzione e della sicurezza durante le festività, affinché simili tragedie non si ripetano in futuro.



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