Il tragico decesso di Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni, avvenuto domenica durante un’operazione della polizia nella zona di Pilastro a Bologna, ha sollevato preoccupazioni riguardo alle manovre di contenimento utilizzate dagli agenti e alla necessità di un intervento medico tempestivo. Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118, l’arrivo di un medico avrebbe potuto cambiare l’esito della situazione. Balzanelli ha dichiarato: «A fronte di un forte stato di agitazione psicomotoria, il medico avrebbe potuto sedare il soggetto, a sua stessa tutela e impedendo conseguenze più gravi».
Il presidente ha messo in evidenza come la manovra effettuata dai poliziotti, che hanno immobilizzato Fakir in posizione prona, sia stata inappropriata e potenzialmente letale. «Non è mai indicata e può essere letale: riduce la circolazione d’aria nei polmoni», ha affermato, sottolineando i rischi associati a tale posizione. Balzanelli ha lanciato un allarme sulle “morti da contenzione”, evidenziando i pericoli legati alla compressione del corpo in questa posizione. «La contenzione fisica prolungata in posizione prona, con il peso degli operatori sul torace e la compressione della nuca, può uccidere», ha avvertito.
Il decesso di Fakir non è da attribuire a un semplice soffocamento, ma piuttosto a una combinazione di fattori critici. Balzanelli ha spiegato che esistono tre linee causali che possono contribuire a tali tragedie. La prima riguarda lo stato di agitazione del soggetto, che può portare a gravi aritmie e ischemia, condizioni che possono fermare il cuore anche senza alcun intervento fisico. La seconda causa è legata alla posizione prona, che impedisce al soggetto di espandere il torace e il diaframma. Questo blocco della meccanica respiratoria può portare a un accumulo di anidride carbonica nel sangue, acidificandolo e causando un collasso cardiaco. La compressione del collo aggrava ulteriormente la situazione.
In aggiunta, nel caso specifico di Fakir, è stato utilizzato uno spray al peperoncino per immobilizzarlo poco prima della manovra di contenimento. Balzanelli ha avvertito che l’oleoresin capsicum può provocare laringospasmo e broncospasmo, chiudendo le vie aeree e risultando particolarmente pericoloso per chi soffre di asma. I familiari di Fakir hanno confermato che l’uomo era asmatico e aveva precedenti ricoveri per problemi respiratori.
Il risultato finale è stato un arresto cardiaco manifestato come «attività elettrica senza polso». Balzanelli ha sottolineato che la finestra temporale per evitare tale esito è molto ristretta e coincide con una semplice azione: «togliere subito la persona dalla posizione prona». Ha quindi ribadito l’importanza dell’intervento di un equipaggio del 118 composto da medici e infermieri in situazioni di agitazione psicomotoria, in quanto la valutazione clinica e una possibile sedazione potrebbero salvare vite umane.
L’appello della Società italiana sistema 118 è chiaro: è fondamentale riconoscere l’agitazione acuta come una condizione clinica potenzialmente pericolosa che richiede un intervento professionale immediato. La morte di Fakir ha sollevato interrogativi sulla formazione degli agenti di polizia riguardo alle manovre di contenimento e sull’importanza di garantire l’accesso a cure mediche adeguate in situazioni critiche.



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