La Procura di Pavia ricostruisce nuovi passaggi sul delitto di Garlasco, concentrandosi sui movimenti di Andrea Sempio dopo l’omicidio di Chiara Poggi.
Nella nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, gli investigatori della Procura di Pavia stanno concentrando l’attenzione anche su un’abitazione vicina alla villetta di via Pascoli: quella della nonna di Andrea Sempio. Secondo l’ipotesi investigativa, ancora al vaglio degli inquirenti, dopo l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto la mattina del 13 agosto 2007, Sempio si sarebbe spostato in quella casa, distante circa 400 metri dal luogo del delitto, per ripulirsi.
Il nuovo elemento si inserisce nella ricostruzione che la Procura sta aggiornando alla luce degli accertamenti più recenti. Andrea Sempio, oggi 37 anni, è stato ascoltato nuovamente dai magistrati. Nella stessa giornata è stato sentito anche Marco Poggi, fratello minore della vittima, convocato a Mestre.
Gli investigatori ritengono che il quadro non si fondi soltanto sulle intercettazioni risalenti all’aprile 2025, ma anche su una rilettura complessiva degli atti e delle consulenze tecniche. Al centro c’è il rapporto tra Sempio e Chiara Poggi, in particolare un presunto approccio nei confronti della giovane, sempre negato dall’indagato. Secondo la Procura, alcuni passaggi emersi dalle conversazioni intercettate sarebbero invece considerati significativi, anche in relazione al riferimento a un video intimo della vittima con Alberto Stasi.
Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, con una pena di 16 anni. La nuova indagine, qualora dovesse consolidarsi, potrebbe incidere anche sul quadro processuale già definito.
La ricostruzione degli inquirenti parte dalla mattina del 13 agosto 2007. Secondo l’ipotesi accusatoria, Sempio sarebbe entrato nella villetta di via Pascoli sapendo che Chiara Poggi era sola. La porta dell’abitazione, secondo questa lettura, sarebbe stata aperta per far uscire i gatti e non sarebbe poi stata richiusa a chiave.
La giovane, che si trovava in pigiama, sarebbe stata avvicinata all’interno della casa. Di fronte alla sua reazione, l’aggressione sarebbe iniziata nella zona del soggiorno. Nella ricostruzione riportata dagli atti, l’indagato avrebbe colpito la vittima “prima a mani nude, vicino al divano, poi con un’arma”. L’arma non è mai stata ritrovata. Secondo la nuova ipotesi, potrebbe trattarsi di un martello con coda di rondine che, dopo il delitto, sarebbe risultato mancante dall’abitazione, come denunciato dalla famiglia Poggi.
Gli accertamenti medico-legali e la rilettura delle tracce repertate nella villetta sono considerati centrali. Le consulenze, comprese quelle dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, avrebbero portato gli inquirenti a rivalutare la dinamica dell’aggressione. Chiara Poggi, secondo questa ricostruzione, avrebbe cercato di opporsi in più momenti. Negli atti viene indicato che la 26enne “ha provato in ogni modo a difendersi. Si è dimenata. È stata più volte bloccata, come dimostrerebbero anche i segni che aveva sulle caviglie oltre alle tracce di Dna su due unghie di entrambe le mani”.
Dopo l’aggressione, sempre secondo la Procura, Sempio avrebbe spinto la vittima verso le scale che conducevano alla cantina. Una volta terminata l’azione violenta, si sarebbe lavato nella cucina della villetta e non nel bagno. Proprio questo passaggio viene ritenuto importante dagli investigatori, perché collegato a una traccia di sangue repertata sotto il lavabo della cucina.
La Procura guidata da Fabio Napoleone ritiene che in quella fase della prima indagine vi sia stato un punto rimasto incompleto. Negli atti viene evidenziato che “Una traccia di sangue fu repertata all’epoca proprio sotto il lavabo della cucina dove le impronte si interrompevano all’improvviso. Perché, è stato scoperto, in realtà il tappetino in quella stanza non fu mai analizzato né sottoposto al luminol”.
Da qui nasce l’ulteriore ipotesi investigativa: dopo essersi lavato nella cucina della villetta, Sempio avrebbe raggiunto l’abitazione della nonna, situata a breve distanza, per completare la pulizia e allontanarsi dalla scena del crimine. È un passaggio che gli inquirenti stanno cercando di verificare attraverso riscontri documentali, tecnici e testimoniali.
La posizione di Andrea Sempio resta quella di indagato e ogni ricostruzione dovrà essere sottoposta alle verifiche previste dal procedimento. La difesa ha sempre contestato le accuse e l’indagato ha negato ogni coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi. Il caso, a distanza di anni, continua a svilupparsi su nuovi accertamenti che potrebbero incidere sulla lettura complessiva del delitto di Garlasco.



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