Una tragedia ha colpito la famiglia di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio della ex moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia. La madre di Carlomagno, Maria Messenio, e il marito Pasquale si sono suicidati nel giardino della loro abitazione, lasciando un messaggio di addio. La notizia del tragico evento è giunta dopo che, nelle settimane precedenti, Messenio aveva ricevuto decine di messaggi d’odio sui social, in particolare sul suo profilo Facebook, dove molti utenti l’hanno attaccata per il comportamento del figlio.
Nell’ultimo post pubblicato da Messenio, risalente al 7 gennaio, si contavano quasi 300 commenti, molti dei quali esprimevano sentimenti di odio nei suoi confronti. Dopo la notizia del suicidio, molti di questi commenti sono stati rimossi. L’avvocato di Carlomagno, Andrea Miroli, ha dichiarato: “Anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime, vittime di una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare.” Il legale ha anche fatto riferimento alla pressione mediatica che la coppia ha subito negli ultimi giorni.
Il ritrovamento dei corpi di Maria e Pasquale è avvenuto grazie al figlio minore, che ha allertato le autorità dopo non essere riuscito a contattare i genitori. La sorella di Messenio ha trovato i corpi insieme ai carabinieri, che continuano a indagare sull’accaduto. Sebbene il suicidio sembri accertato, la Procura di Civitavecchia ha disposto un’autopsia per chiarire eventuali dettagli e cercare elementi utili all’indagine. Sono in corso anche ricerche riguardanti l’arma del delitto e accertamenti sulla donna, poiché eventuali residui di cibo potrebbero contraddire quanto dichiarato da Carlomagno durante la confessione.
I commenti d’odio sui social sono stati particolarmente violenti. Sotto il post di Messenio, alcuni utenti hanno scritto: “Hai partorito un mostro” e hanno invocato l’arresto del figlio, utilizzando epiteti offensivi. Altri hanno espresso il desiderio di cancellare il paese dal mappamondo, evidenziando un clima di odio e intolleranza. Un commento recitava: “Dio liberaci da questo male”, mentre un altro sosteneva che la madre non fosse responsabile, definendo Carlomagno come “indemoniato”. Molti di questi messaggi sono stati cancellati dopo il suicidio, ma non è escluso che la Procura possa aprire un fascicolo per istigazione al suicidio.
Dopo aver appreso della morte dei genitori, Claudio Carlomagno è stato messo sotto sorveglianza in carcere. Prima di togliersi la vita, i genitori avevano lasciato un biglietto di addio nella casa di Roma del figlio, prima di tornare a casa. Negli ultimi giorni, Maria e Pasquale avevano limitato i contatti con il resto della famiglia, chiudendosi in sé stessi e smettendo di uscire.
Maria Messenio, che aveva avuto una carriera come poliziotta a Roma, era diventata assessora alla Sicurezza di Anguillara Sabazia, ma si era dimessa dopo il coinvolgimento del figlio nel delitto di Federica Torzullo. La situazione pesava anche sul marito, che lavorava nella stessa ditta del figlio e si era trovato davanti alla villetta dove è avvenuto il femminicidio. Entrambi i coniugi avrebbero dovuto essere riascoltati dagli inquirenti per chiarire ulteriormente il caso.
Le reazioni alla tragedia non sono mancate, con numerosi messaggi di cordoglio da parte di figure istituzionali. Il sindaco di Anguillara Sabazia ha espresso il suo dolore a nome dell’amministrazione e della comunità. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha commentato l’accaduto, definendolo una “tragedia nella tragedia” e sottolineando la perdita per il bambino di 10 anni che ha perso la madre, il padre e i nonni. Ha offerto il suo supporto e affetto ai familiari rimasti, auspicando che possano superare questo dramma.
La storia di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno mette in luce non solo il tragico epilogo di una famiglia, ma anche le conseguenze devastanti della violenza e dell’odio che possono colpire chi si trova vicino a un reato così grave. La loro morte solleva interrogativi sul supporto psicologico e sociale per le famiglie coinvolte in situazioni simili, evidenziando la necessità di una maggiore sensibilizzazione e comprensione da parte della comunità.



Add comment