Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha annunciato le sue dimissioni, con effetto immediato, in seguito alla recente sconfitta della Nazionale italiana contro la Bosnia e alla conseguente esclusione dai Mondiali 2026. La decisione è stata comunicata oggi durante una riunione straordinaria del Consiglio Federale, convocata per discutere le delusioni sportive dei Azzurri. Le elezioni per il nuovo presidente del calcio italiano si svolgeranno il 22 giugno a Roma.
Nel corso dell’incontro, Gravina ha informato i rappresentanti delle varie leghe calcistiche, tra cui Ezio Simonelli per la Lega Calcio Serie A, Paolo Bedin per la Lega B, Matteo Marani per la Lega Pro, Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti, Umberto Calcagno per l’Associazione Italiana Calciatori e Renzo Ulivieri per l’Associazione Italiana Allenatori di Calcio, della sua decisione di rassegnare le dimissioni dall’incarico che aveva assunto nel febbraio 2025. Ha anche annunciato l’indizione dell’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC, prevista per il 22 giugno.
Il prossimo 8 aprile, Gravina parteciperà a un’audizione presso la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, dove presenterà una relazione sullo stato di salute del movimento calcistico italiano, chiudendo così un’esperienza iniziata nel 2018 e rinnovata nel 2025 con un consenso del 98.7% dei voti.
Le elezioni per il nuovo presidente della FIGC sono fissate per il 22 giugno, e nel frattempo sarà compito di Gravina e del Consiglio gestire le questioni ordinarie necessarie per preparare l’assemblea elettiva. Le candidature dovranno essere presentate entro il 13 maggio 2026, cioè 40 giorni prima delle elezioni.
Tra i nomi che circolano come possibili successori di Gravina, si fa riferimento a Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti e già presidente della FIGC dal 2007 al 2014, e a Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e della Fondazione Milano-Cortina. Entrambi i nomi sono stati menzionati con insistenza nelle ultime ore, in un contesto di crescente pressione da parte del Governo e della comunità calcistica.
La recente eliminazione della Nazionale italiana ai rigori ha rappresentato un duro colpo per il calcio nazionale, segnando un ulteriore fallimento sotto la gestione di Gravina, che ha visto il team perdere l’occasione di partecipare alla Coppa del Mondo in Canada, USA e Messico nel 2026. Questo insuccesso ha sollevato interrogativi sulla direzione del movimento calcistico italiano e ha portato a una serie di polemiche riguardo alle dichiarazioni di Gravina in conferenza stampa. In particolare, le sue affermazioni sul fatto che “il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici” hanno destato non poche critiche.
Dopo la sconfitta contro la Bosnia, Gravina ha espresso il suo rammarico per essere stato frainteso, cercando di chiarire le sue parole e il loro significato nel contesto della situazione attuale del calcio italiano. La sua gestione è stata caratterizzata da alti e bassi, ma l’ultima eliminazione ha messo in evidenza le difficoltà che il movimento sta affrontando.
La FIGC si trova ora in un momento cruciale, con la necessità di trovare un nuovo leader capace di guidare il calcio italiano verso una fase di rinascita e di successo. L’assemblea elettiva del 22 giugno rappresenterà un’opportunità importante per il futuro del calcio italiano e per tutti coloro che sono coinvolti nel settore.
In conclusione, l’addio di Gabriele Gravina segna un cambiamento significativo nella leadership del calcio italiano. Le prossime settimane saranno decisive per stabilire chi prenderà il suo posto e quale direzione prenderà la FIGC nei prossimi anni.



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