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Ho regalato a mia madre un braccialetto che adesso adora… ma l’ho fatto per ferirla



Avevo provato a postare questa confessione altrove, ma è stata rimossa quasi subito. Quindi eccomi qui.



Mia madre non è mai stata perfetta, ma nemmeno terribile. Ha avuto figli per le ragioni sbagliate, troppi per poterli davvero gestire, e non era preparata ad affrontare il fatto che due di noi – me compreso – fossero autistici. Ha commesso molti errori come genitore, ma ha anche fatto tante cose giuste. Da bambino ero molto legato a lei. Poi, dai 10 ai 17 anni, siamo diventati praticamente nemici. Ho portato rancore per anni, e solo intorno ai 19 ho iniziato a lasciar andare quel peso.

Una volta finita la fase più difficile della genitorialità, è diventata – paradossalmente – quasi la madre ideale. E una volta che io ho smesso di essere un adolescente pieno di rabbia, le cose tra noi sono migliorate… per lo più.

Ma c’è stato un momento buio. Avevo 18 anni e stavo comprando i regali di Natale. Quando sono arrivato al suo nome sulla lista, ero in uno di quei periodi in cui qualche vecchia ferita riemergeva e mi ritrovavo arrabbiato per giorni. Ho pensato: “Non spenderò più di cinque dollari per lei. Non se lo merita.”

Era un pensiero meschino. Così ho comprato un braccialetto economico al Walmart, con dei piccoli ciondoli che sapevo avrebbe trovato carini. Per tutti gli altri avevo pensato a regali più belli, più significativi. Per lei no. Quel regalo era un messaggio: “Conti meno degli altri”. Volevo che lo aprisse, vedesse quanto poco impegno ci avevo messo, e che ci rimanesse male. Volevo ferirla.

E poi è arrivato il Natale.

Ha aperto il pacchetto… e le si è illuminato il volto. Se l’è messo subito al polso, mi ha abbracciato forte e sembrava davvero felice. Per lei era uno dei regali più belli ricevuti. Da allora lo indossa spesso, almeno un paio di volte a settimana. E negli anni successivi, siamo tornati a essere quasi vicini come quando ero piccolo.

Ogni volta che la vedo con quel braccialetto, mi sento in colpa. Perché lei crede che gliel’abbia regalato con amore, quando invece era un gesto dettato dalla rabbia e dal risentimento. Non credo che glielo dirò mai.



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