Si riporta che Mojtaba Khamenei, il nuovo Leader Supremo, sia “leggermente ferito ma attivo”, secondo fonti ufficiali. Nonostante la sua elezione avvenuta domenica scorsa, non ha ancora rilasciato alcun messaggio pubblico o sui social media.
Testimonianze indicano che il figlio dell’Ayatollah Khamenei, che ha guidato l’Iran per 37 anni, ha subito ferite il primo giorno di conflitto durante un bombardamento che ha decimato i vertici iraniani e la sua famiglia. Oltre al padre e alla madre (deceduta tre giorni dopo a causa delle ferite riportate), Mojtaba ha perso la moglie Zahra, il figlio adolescente Mohammad Bagher, la sorella e la sua famiglia, incluso un bambino di 14 mesi.
Fonti informate suggeriscono che l’impatto emotivo dell’attacco americano e israeliano sui suoi affetti familiari sia stato un fattore determinante per la scelta unanime degli 88 delegati del Clero, incaricati dell’elezione del nuovo Leader Supremo, a favore di Mojtaba Khamenei, nonostante non sia un Ayatollah. La televisione di stato e l’agenzia Irna hanno descritto il nuovo Leader Supremo come “un veterano di guerra ferito”, pronto a vendicare la nazione e se stesso. Sebbene Mojtaba Khamenei fosse già il candidato più accreditato per la successione, si ritiene che suo padre si sia sempre opposto a una scelta dinastica. Questa informazione è stata fornita al Guardian dall’Ambasciatore iraniano a Nicosia, Alireza Salarian, il quale ha riferito che il nuovo Leader Supremo si troverebbe attualmente ricoverato in ospedale, con ferite a una gamba, a un braccio e a una mano, e che le sue condizioni non gli consentirebbero di tenere un discorso.
Secondo la CNN, l’unica emittente statunitense con giornalisti presenti a Teheran, la Guida Suprema avrebbe subito una frattura al piede e diverse lacerazioni al viso, tra cui un edema periorbitale. Anche Yousef Pezeshkian, figlio del Presidente iraniano e consigliere governativo, ha affrontato la questione pubblicando un messaggio su Telegram in cui conferma le ferite riportate da Khamenei, affermando tuttavia che “grazie a Dio, sta bene”. Ulteriori fonti hanno riferito che la Guida Suprema è stata trasferita in un luogo sicuro e segreto, dove presumibilmente riceve cure mediche e da dove evita di comunicare. Inoltre, Salarian ha confermato che al momento del primo bombardamento, l’intera famiglia si trovava riunita nella loro residenza adiacente all’ufficio presidenziale, in compagnia di diversi comandanti di alto rango invitati, una circostanza che l’ex Presidente Trump ha definito “scioccante” e “un po’ arrogante”. Nei giorni scorsi, il Presidente americano ha inoltre definito la scelta di Mojtaba come “inaccettabile”, anche in considerazione dei suoi precedenti intransigenti. Tuttavia, ieri l’Unione Europea ha deciso di non includere il suo nome nella lista di 19 funzionari ed entità del regime soggette a sanzioni per “gravi violazioni dei diritti umani”.



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