La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla maestra coinvolta nel drammatico caso della piccola Lavinia, che nel 2018 fu investita da un’automobile mentre si trovava all’asilo. La condanna di primo grado, già confermata in appello, è ora definitiva: due anni e sei mesi di reclusione per lesioni personali colpose e abbandono di minore. Oltre alla pena detentiva, la maestra è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese legali sostenute dalle parti civili, che ammontano a 6380 euro, oltre agli accessori di legge.
L’incidente risale all’agosto del 2018, quando la bambina si trovava da sola nel cortile dell’asilo di Velletri. La maestra era già tornata in classe con gli altri bambini, mentre una madre alla guida di un’automobile entrò nel cortile attraverso il cancello. La donna, madre di un altro alunno, non si accorse della presenza di Lavinia e la investì. L’impatto fu devastante: da allora, la bambina vive in uno stato vegetativo di minima coscienza ed è sottoposta a cure e assistenza continua da parte di medici, infermieri e terapisti, sotto la supervisione dell’ASL locale e dell’ospedale Bambino Gesù.
Il procedimento giudiziario ha subito rallentamenti nel corso degli anni, anche a causa della pandemia di coronavirus e delle condizioni personali di una delle imputate. Nonostante ciò, il processo è giunto alla sua conclusione. La Corte d’Appello di Roma aveva emesso la sentenza il 27 marzo 2025, condannando la donna alla guida dell’auto a un anno di reclusione per lesioni colpose stradali gravi. La maestra, invece, ha ricevuto una pena più severa che include anche il reato di abbandono di minori.
La maestra aveva deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza d’appello, ma la Suprema Corte ha rigettato la sua richiesta, confermando così la condanna. I genitori della bambina, Massimo Montebove e Lara Liotta, hanno espresso il loro commento dopo aver appreso la notizia. In una dichiarazione condivisa con i media, hanno affermato: “Dopo 8 anni di processo, dopo circa 30 udienze, dopo sofferenze e umiliazioni subite nel corso del processo stesso, siamo arrivati oggi alla condanna definitiva per la maestra che si è vista respingere il suo ricorso in Cassazione dopo due sentenze definitive in primo e secondo grado. Per lei due anni e sei mesi di reclusione per lesioni personali colpose e abbandono di minore.”
I genitori hanno inoltre ricordato che la donna alla guida del veicolo non ha presentato ricorso in Cassazione dopo la condanna ricevuta in secondo grado. Tuttavia, hanno sottolineato come la vera vittima sia la loro figlia Lavinia, che “era nata sana e che resterà tetraplegica e in stato vegetativo di minima coscienza per sempre”. Hanno aggiunto: “Voglio ricordare che i giudici nei dispositivi delle sentenze hanno scritto nero su bianco che mai le imputate, oggi definitivamente condannate, hanno mostrato segni di pentimento.”
Nel loro messaggio, Massimo Montebove e Lara Liotta hanno voluto ringraziare i magistrati per aver portato alla luce la verità dei fatti attraverso il lungo iter processuale. Un ringraziamento speciale è stato rivolto al loro avvocato Cristina Spagnolo, che li ha accompagnati fin dall’inizio del caso, offrendo anche supporto psicologico durante gli anni difficili.
La vicenda della piccola Lavinia rappresenta una tragedia che ha segnato profondamente sia la famiglia della bambina sia la comunità locale. Con la decisione della Cassazione, si chiude definitivamente un capitolo giudiziario lungo e complesso. Tuttavia, il dolore per quanto accaduto resta vivo nei genitori e nelle persone vicine alla famiglia.



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