Concita de Gregorio, pur essendo relativamente giovane, presenta una mentalità e un approccio di pensiero anacronistici, radicati in ideologie che risalgono a cinquant’anni o sessant’anni fa.
Queste prospettive, già allora disconnesse dalla realtà, appaiono ancora più obsolete nel contesto odierno. Durante un’intervista con Bianca Berlinguer, la de Gregorio ha espresso una visione distorta della realtà, presentando individui coinvolti in attività criminali come vittime di un Paese che non li accoglie né li valorizza.
Questa rappresentazione, priva di fondamento, contrasta con la cronaca quotidiana, che evidenzia in modo tragico le conseguenze di tali comportamenti. L’associazione di questi individui con i profughi di Gaza, in particolare con i membri di Hamas che si presentano come difensori della popolazione palestinese, appare fuorviante e strumentale. È infatti difficile giustificare la definizione di “sfollati” per individui nati e cresciuti nel Paese in cui ora si trovano, e risulta altrettanto complesso individuare chi possa non volerli nel loro Paese di nascita.
Secondo Concita De Gregorio il problema non sono i maranza, ma l’Italia: un Paese che non li accoglie e non li include, anzi li condanna.
In uno Stato civile, davanti ad un reato, cosa dovrebbe accadere se non questo? Punire ed educare non sono alternative. Quando l’educazione… pic.twitter.com/NyAoBrgtR5— Esperia Italia (@EsperiaItalia) February 3, 2026



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