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L’origano, noto per il suo uso in cucina, potrebbe offrire benefici per la stabilità della glicemia, ma non sostituisce trattamenti medici



L’origano è principalmente conosciuto come un’erba aromatica utilizzata nella cucina mediterranea, ma negli ultimi anni ha suscitato un crescente interesse per i suoi potenziali benefici per la salute, in particolare per quanto riguarda il controllo della glicemia. La domanda che molti si pongono è: l’origano può realmente aiutare a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, oppure si tratta solo di un’altra moda nel mondo del benessere?



La risposta breve è che l’origano potrebbe offrire benefici di supporto, ma non può sostituire le cure mediche. Analizziamo cosa suggerisce attualmente la scienza in merito.

La stabilità dei livelli di zucchero nel sangue è fondamentale per la salute generale. Fluttuazioni frequenti nei livelli di glucosio possono portare a stanchezza, voglie, resistenza all’insulina e, nel lungo termine, aumentare il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Fattori come dieta, stile di vita e infiammazione giocano un ruolo cruciale nel modo in cui il corpo gestisce il glucosio. È qui che alcune erbe, incluso l’origano, hanno attirato l’attenzione.

L’origano (Origanum vulgare) contiene diversi composti bioattivi che potrebbero influenzare la salute metabolica. Tra questi, il carvacrolo, un potente antiossidante e antinfiammatorio; il timolo, noto per le sue proprietà antimicrobiche e antiossidanti; l’acido rosmarinico, associato a una riduzione dello stress ossidativo; e flavonoidi e polifenoli, composti vegetali che potrebbero aiutare a regolare il metabolismo del glucosio. Anche se questi composti non agiscono come l’insulina, potrebbero supportare la capacità del corpo di gestire meglio i livelli di zucchero nel sangue.

Alcuni studi condotti in laboratorio e sugli animali suggeriscono che gli antiossidanti presenti nell’origano potrebbero contribuire a ridurre la resistenza all’insulina. Riducendo l’infiammazione e lo stress ossidativo, le cellule potrebbero rispondere più efficacemente all’insulina, facilitando il passaggio del glucosio dal flusso sanguigno alle cellule. Inoltre, alcuni composti vegetali presenti nell’origano potrebbero inibire gli enzimi responsabili della scomposizione dei carboidrati in zucchero, portando a un assorbimento più lento del glucosio dopo i pasti e aiutando a prevenire picchi rapidi della glicemia.

Le proprietà antinfiammatorie dell’origano sono anche rilevanti, dato che l’infiammazione cronica è strettamente correlata a una cattiva regolazione della glicemia. Le proprietà antinfiammatorie dell’origano potrebbero supportare livelli di glucosio più sani riducendo l’infiammazione sistemica. Inoltre, ricerche emergenti suggeriscono che i batteri intestinali influenzano il metabolismo del glucosio. Gli effetti antimicrobici dell’origano potrebbero contribuire a riequilibrare la flora intestinale, il che potrebbe influenzare indirettamente il controllo della glicemia, sebbene questo campo necessiti di ulteriori studi.

È importante chiarire che la maggior parte degli studi sull’origano e la glicemia sono preclinici, basati su animali o laboratori. Esistono prove cliniche dirette limitate che dimostrano che l’origano da solo possa ridurre significativamente i livelli di zucchero nel sangue in persone con diabete. Pertanto, l’origano dovrebbe essere considerato un elemento dietetico di supporto, piuttosto che un trattamento o una cura.

Per chi desidera includere l’origano in uno stile di vita attento alla glicemia, ci sono diverse opzioni da considerare: utilizzare origano fresco o secco nei pasti, come zuppe, verdure, uova e pesce; preparare tè all’origano con moderazione; e consumare piccole quantità culinarie quotidianamente, piuttosto che integratori ad alta dose. È importante fare attenzione all’uso dell’olio di origano, che è altamente concentrato e potrebbe causare irritazione o interagire con farmaci se utilizzato in modo improprio.

Le persone che assumono farmaci per il diabete, utilizzano farmaci anticoagulanti o sono in gravidanza o in allattamento dovrebbero consultare un professionista sanitario prima di utilizzare regolarmente l’origano per scopi terapeutici.



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