La Corte d’Appello di Milano assolve Mattia Lucarelli e altri quattro imputati dall’accusa di violenza sessuale di gruppo. Cristiano Lucarelli attacca i cronisti dopo la sentenza.
Lucarelli assolto in appello: cade l’accusa di violenza sessuale di gruppo
La Corte d’Appello di Milano ha assolto con formula piena i cinque imputati coinvolti nel processo per violenza sessuale di gruppo che vedeva tra gli accusati Mattia Lucarelli, figlio dell’ex attaccante Cristiano Lucarelli, e Federico Apolloni. La sentenza di secondo grado ha ribaltato integralmente l’esito del rito abbreviato di primo grado, concludendo “perché il fatto non sussiste”.
Il procedimento, durato diversi mesi e articolato in numerose udienze, si è chiuso dopo una lunga camera di consiglio protrattasi oltre l’orario inizialmente previsto per la lettura del dispositivo. Con questa decisione, i giudici hanno cancellato le condanne emesse in precedenza nei confronti dei due giovani calciatori e degli altri tre imputati.
Nel primo grado, Mattia Lucarelli, oggi 26enne, e Federico Apolloni, suo coetaneo, erano stati condannati a 3 anni e 7 mesi di reclusione. Un terzo imputato aveva ricevuto una pena di 2 anni e 8 mesi, mentre agli altri due erano stati inflitti 2 anni e 5 mesi. La vicenda giudiziaria aveva portato anche all’applicazione degli arresti domiciliari nel gennaio 2023.
L’inchiesta era stata coordinata dalla pm Alessia Menegazzo e sviluppata dalla Polizia. Al centro del fascicolo la denuncia di una studentessa statunitense, oggi 22enne, che aveva riferito di essere stata avvicinata all’esterno di una discoteca di Milano e successivamente condotta nell’abitazione di Mattia Lucarelli, dove, secondo l’impostazione accusatoria, si sarebbe verificata la presunta violenza sessuale di gruppo. L’accusa sosteneva che la giovane avesse assunto alcolici e che non fosse in condizioni di esprimere un consenso valido.
Nel corso delle indagini erano stati acquisiti anche alcuni video trovati nei telefoni e risultanze di intercettazioni. Era stato inoltre disposto un incidente probatorio per cristallizzare il racconto della ragazza dopo la denuncia. Su questi elementi si era fondato il processo che, in primo grado, aveva portato alle condanne.
Con la pronuncia della Corte d’Appello, tuttavia, quel quadro è stato interamente superato. I giudici della prima sezione penale, composta da Santangelo, Simion e Aloisio, hanno escluso la sussistenza dei fatti contestati e disposto l’assoluzione di tutti gli imputati. Dopo la lettura del dispositivo, i cinque hanno lasciato l’aula manifestando la loro esultanza e si sono abbracciati con i familiari presenti.
Tra questi anche Cristiano Lucarelli, che ha seguito il procedimento accanto al figlio fin dalle prime fasi. Subito dopo la sentenza, l’ex attaccante ha reagito con forte tensione, colpendo con un calcio un totem informativo all’esterno dell’aula. Ai giornalisti presenti che gli chiedevano una dichiarazione ha risposto con parole durissime: “Luridi, falsi, venduti, per quattro anni ci avete infamato, ora fateli i titoloni, vi abbiamo rovinato la festa”.
Dal fronte della difesa, l’avvocato Leonardo Cammarata, che ha assistito gli imputati insieme alla collega Francesca Nobili, ha commentato così il verdetto: “Siamo molto contenti, eravamo convinti della loro innocenza e oggi è andata secondo giustizia”. La linea difensiva già nel giudizio di primo grado aveva insistito anche su una consulenza medico-legale relativa alle condizioni della giovane, sostenendo la natura consenziente dei rapporti.
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, depositate nel settembre 2024, il giudice Roberto Crepaldi aveva descritto i fatti in termini molto diversi, parlando di “una vera e propria azione collettiva, volta a carpire il consenso della persona offesa ad atti sessuali con il maggior numero di loro, nonostante la piena consapevolezza dello stato di alterazione”. La decisione della Corte d’Appello segna dunque un netto capovolgimento di quel giudizio.
Resta ora da attendere il deposito delle motivazioni della sentenza di secondo grado, annunciato entro 90 giorni. Solo allora sarà possibile conoscere nel dettaglio le ragioni giuridiche che hanno portato all’assoluzione piena dei cinque imputati. La Procura generale potrà valutare, una volta esaminato il testo della decisione, l’eventuale presentazione di un ricorso.
In serata, Cristiano Lucarelli è tornato sul caso con un messaggio pubblicato su Facebook, nel quale ha ribadito la propria posizione



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