Il cantante Mahmood, stanco della pressione della fama in Italia, annuncia il trasferimento in Spagna, lo stop ai live per il 2026 e ripercorre carriera e vita privata.
Il cantante Mahmood, attualmente residente a Milano, ha annunciato la decisione di lasciare l’Italia per trasferirsi in Spagna. In un’intervista concessa alla rivista Butt, l’artista ha spiegato le ragioni di questa scelta, legate soprattutto al peso crescente della popolarità e alla necessità di ritrovare spazi di normalità nella vita quotidiana.
Nel corso della conversazione, Mahmood ha raccontato di avvertire sempre più forte il bisogno di anonimato e libertà, lontano dagli sguardi e dagli smartphone accesi: «Mi trasferisco in Spagna. Ho bisogno di passare più tempo a camminare per strada, a pensare ai miei drammi, senza essere perseguitato». Un desiderio di normalità che si scontra con l’esposizione continua dovuta alla notorietà.
L’artista ha spiegato come anche momenti semplici, come ballare durante una serata, siano diventati fonte di stress: «Non mi piace quando la gente mi riprende mentre ballo. Magari sono ubriaco. Non voglio fare brutta figura davanti alla telecamera. Mi sento come una tigre bianca in uno zoo». Una metafora che restituisce con chiarezza la sensazione di essere osservato e giudicato in ogni momento, senza possibilità di tregua.
Nel dialogo con la rivista, Mahmood ha ripercorso anche le origini della sua carriera, definendole tutt’altro che semplici. Prima del successo, ha lavorato nei bar per mantenersi e ha dovuto affrontare tentativi di omologazione da parte dell’industria discografica. L’artista racconta di essere stato spinto verso un modello musicale che non sentiva suo: «Mi hanno trattato come uno schifo.
Volevano che pubblicassi una canzone terribile, super pop. E mi hanno detto che dovevo ascoltare quello che passavano alla radio».
In particolare, ha rivelato come inizialmente in pochi abbiano creduto in quello che sarebbe diventato il suo brano simbolo, “Soldi”. Il pezzo, poi esploso a livello internazionale, non aveva convinto gli addetti ai lavori: «Nessuno credeva in “Soldi”. Dicevano “Carino. Strano”. Ma poi è diventata la canzone italiana più ascoltata in streaming di tutti i tempi». Un passaggio che mette in luce la distanza tra le logiche dell’industria e l’intuizione artistica, oltre alla determinazione del cantante nel difendere il proprio stile.
Nel corso dell’intervista Mahmood ha affrontato anche il tema della vita privata, sottolineando di non aver mai sentito la necessità di nascondere la propria sfera affettiva o la propria identità: «Non ho mai sentito il bisogno di nascondere la mia vita sessuale. Sono stato fortunato. Ho una mamma molto brava. La mia più grande fortuna nella vita è stata mia madre». Parole che evidenziano il ruolo centrale della madre come figura di riferimento, sostegno e protezione lungo tutto il suo percorso umano e professionale.
Il cantante ha poi condiviso un aneddoto legato al periodo successivo al successo, a testimonianza di quanto la popolarità possa generare situazioni inattese anche nella sfera più intima. Mahmood ha ricordato un episodio particolare: «Una volta ho fatto sesso con questa persona, sesso fantastico bla bla bla. E dopo, mi ha detto: “I miei figli sono dei tuoi grandi fan“. E io ho pensato: “Cosaa …” Non sapevo cosa stava succedendo, ma mi stavo divertendo». Un racconto che mette in evidenza il contrasto tra la dimensione privata e l’immagine pubblica, destinata a entrare ovunque, anche nei momenti più personali.
Oltre al trasferimento in Spagna, Mahmood ha confermato anche una scelta significativa dal punto di vista professionale: la sospensione delle attività dal vivo per tutto il 2026. Il cantante ha spiegato di aver deciso di fermarsi per ritrovare energia creativa e nuove idee: «Ho smesso di andare in tour e di pubblicare nuove canzoni perché ho davvero bisogno di tempo per trovare nuova ispirazione, una nuova visione che voglio condividere con le persone». Una pausa che non segna un addio, ma una fase di riflessione e ricerca artistica.
Dalle sue parole emerge il ritratto di un artista che, dopo anni di esposizione mediatica, sente l’urgenza di ristabilire un equilibrio tra vita pubblica e privata. Il trasferimento in Spagna, lontano dalla città in cui vive, Milano, e dallo scenario che lo ha reso famoso, appare come un tentativo di recuperare spazi di libertà personale, riducendo la pressione quotidiana legata alla notorietà.
Allo stesso tempo, la scelta di interrompere temporaneamente i concerti e le nuove uscite discografiche indica la volontà di non vivere la produzione musicale come un obbligo, ma come un percorso da portare avanti solo quando esiste una visione chiara da condividere con il pubblico. In questo quadro, il racconto degli inizi difficili, dei contrasti con l’industria e dell’affermazione di “Soldi” assume un valore centrale, mostrando il rapporto complesso tra autenticità artistica e richieste commerciali.



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