Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” continua a far discutere e a sollevare polemiche. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, invierà una squadra di ispettori al Tribunale dei minorenni de L’Aquila. Questo intervento è stato deciso in seguito alla disposizione del tribunale che prevede l’allontanamento della madre dai suoi tre figli e il trasferimento dei minori in una nuova struttura protetta, trasferimento che non è ancora stato effettuato.
Nei prossimi giorni, il vicepremier Matteo Salvini, insieme a un team di esperti legali della Lega, si recherà in Abruzzo per incontrare la coppia anglo-australiana coinvolta nella vicenda. La coppia ha espresso l’intenzione di presentare ricorso alla corte d’Appello con l’obiettivo di ottenere la sospensione dell’ordinanza emessa.
Durante un intervento nel programma televisivo “Fuori dal Coro” su Rete 4, Giorgia Meloni ha espresso il suo disappunto nei confronti della decisione del tribunale. Secondo la premier, tale scelta non tiene conto del benessere dei bambini: “A me lascia senza parole, perché si era deciso di affidare ai servizi sociali questi tre bambini che vivevano con i genitori della natura ma almeno stavano ancora con la madre. Adesso si è deciso di allontanare la madre dalla struttura protetta e io penso che questa sia una decisione che non penso che faccia stare meglio questi bambini”.
La decisione del tribunale si basa su una serie di comportamenti problematici attribuiti alla madre, come scatti d’ira, atteggiamenti svalutanti verso le educatrici e ripetute violazioni delle regole della comunità. Tali comportamenti, secondo quanto riportato nell’ordinanza giudiziaria, avrebbero reso impossibile la convivenza all’interno della struttura protetta.
Nonostante ciò, Giorgia Meloni ha dichiarato di non condividere le motivazioni fornite dai giudici, sostenendo che esse siano influenzate da un approccio ideologico: “Penso che infligga loro un altro pesantissimo trauma e qui io penso che siamo oltre perché noi dobbiamo assistere inermi a queste decisioni che sono, secondo me, figlie anche di letture ideologiche. Lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita, quando nulla nulla si dice a chi i figli magari li fa vivere nel degrado per esempio nei campi Rom e li costringe ad accattonare o a rubare. E nessuno può fare nulla”.
Il governo ha quindi deciso di intervenire direttamente attraverso gli ispettori del ministero della Giustizia. La stessa premier ha confermato l’iniziativa: “Il ministro Nordio sta mandando un’ispezione, ci ho parlato ieri”. Va ricordato che un’istruttoria sul caso era stata già avviata lo scorso novembre, quando alla coppia era stata sospesa la responsabilità genitoriale. Anche in quella occasione sia Meloni, sia Salvini, insieme ad altri membri del governo, avevano espresso il loro dissenso nei confronti delle decisioni prese dai giudici.
L’ispezione ministeriale dovrebbe essere avviata a breve e si prevede che anche Matteo Salvini faccia visita alla famiglia nei prossimi giorni. Fonti vicine alla Lega hanno confermato che è in corso l’organizzazione di questa visita in Abruzzo, durante la quale il segretario del partito sarà accompagnato da esperti legali. L’obiettivo dichiarato è quello di fare tutto il possibile affinché i tre bambini possano ricongiungersi con i loro genitori al più presto.
In una nota ufficiale diffusa dal partito di Salvini, si legge: “L’obiettivo è di fare tutto il possibile perché i bimbi, dopo mesi di allontanamento forzato dalla loro casa e dai loro genitori (prima dal padre e ora perfino dalla madre), vengano dissequestrati e la famiglia possa tornare a vivere insieme”.
Il caso della “famiglia nel bosco” è iniziato mesi fa quando i tre bambini erano stati affidati ai servizi sociali a causa delle condizioni di vita ritenute non idonee nella loro abitazione isolata. La vicenda ha attirato l’attenzione mediatica e politica, diventando un tema caldo nel dibattito pubblico italiano. Il governo, con questa nuova iniziativa, sembra voler sottolineare la propria posizione critica nei confronti delle decisioni giudiziarie e ribadire l’importanza di preservare l’unità familiare, ove possibile.



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