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Mentre in Iran piovevano attacchi, il compagno Zingaretti faceva il brillante spiegando cosa voteranno nei prossimi giorni i lavativi di Bruxelles



Non una bella figura, quella di Nicola Zingaretti e più in generale del gruppo del Partito democratico all’Europarlamento. L’ex governatore della Regione Lazio, oggi eurodeputato e capo-delegazione dem a Bruxelles, nelle scorse ore ha pubblicato un paio di foto sulla propria pagina Instagram. Nella prima, sorridente, si scatta un selfie a bordo di un aereo diretto a Bruxelles.



“Nel pomeriggio per regole e diritti dei passeggeri artisti a portare gli strumenti – scrive il fratello di Luca, il Commissario Montalbano -. P.s. Se avessi avuto un violino come Dario Nardella non lo avrei portato con me”.

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Non solo: l’agenda europea, com’è giusto e naturale che sia, procede con il suo calendario per certi versi indifferente e impermeabile allo tsunami che si è scatenato fuori dai “palazzi”.

Ma di certo, da un politico peraltro di grande esperienza come Zingaretti, tanti si sarebbero aspettati maggiore prudenza.

Il tema degli strumenti musicali e delle loro custodie a bordo degli aerei appare infatti piuttosto “lunare” rispetto alla stretta attualità.

Roba da Scherzi a parte o giù di lì, e infatti Dagospia infierisce su Zinga e i dem: “Mentre il mondo è in fiamme, la priorità del gruppo Pd al Parlamento è europeo è la battaglia per il trasporto aereo degli strumenti musicali“.

Non pago, poco dopo (e siamo al 2 marzo, in piena crisi iraniana dunque) Zingaretti condivide una Story, con malcelato orgoglio: la sua battaglia politica è infatti finita pure sul New York Times, con la compagnia tedesca Lufthansa che ha deciso di adeguarsi e cambiare la sua policy al riguardo.

“Perché concentrare l’attenzione su un tema così di nicchia?”, si domanda Dagospia che poi pone un interrogativo ancora più feroce e umiliante al principale partito della sinistra italiana: “Lo fanno apposta per perdere voti?“. Dubbio legittimo, considerando anche alle parole di Elly Schlein sull’Iran. Già, forse davvero ai dem conviene parlare di tutt’altro.



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