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Mia madre ha scoperto i miei vibratori. Ora li usa lei e li recensisce su Amazon.



Quella notte non dormii. Non per il motivo che potreste pensare. Dormii nel letto di mia madre, come quando ero piccola e avevo paura dei temporali. Solo che questa volta, il temporale si chiamava imbarazzo. “Mamma,” sussurrai nel buio, “posso chiederti una cosa?” “Spara.” “Perché non mi hai mai detto che… che volevi… insomma, una vita sessuale?” Ci fu un lungo silenzio. Poi lei si voltò verso di me. La luce della luna illuminava solo metà del suo viso. “Perché per vent’anni non l’ho voluta. Dopo che tuo padre se n’è andato, ho spento tutto. Ho pensato che non mi meritasse di desiderare. Che fosse da egoisti. Che dovessi concentrarmi solo su di te.” La sua voce si incrinò. “Poi sei andata via. Sei andata all’università, poi al lavoro, poi nel tuo appartamento. E io sono rimasta in questa casa vuota. A un certo punto, ho aperto il cassetto sbagliato mentre cercavo le tue fedi nuziali. E ho trovato… beh, tutto.” “E invece di chiuderlo e andartene, hai iniziato a provarli?” Lei rise. “Sì. E sai una cosa? È stata la prima volta in vent’anni che mi sono sentita viva.”



Le presi la mano. “Mi dispiace.” “Di cosa?” “Di non essermi accorta che eri sola.” Lei strinse le mie dita. “Non devi dispiacerti. Sei mia figlia, non la mia terapista.” Rimanemmo in silenzio per un po’. Poi dissi: “Allora… quel set di manette di peluche?” “Tre stelle e mezza. Le recensirò domani.” Scoppiammo a ridere tutte e due.

Il giorno dopo, mia madre mi chiese di aiutarla con il suo blog. Sì, aveva anche un blog. Si chiamava “Piaceri di Linda”. Il sottotitolo era: “Perché il piacere non ha età.” Guardai il sito. Aveva articoli come “Come scegliere il primo vibratore dopo i 50” e “Lubrificanti: una guida per principianti (e per mamme)”. “Questo è pazzesco,” dissi. “Lo so,” rispose orgogliosa. “Ho 10.000 visite al mese.” “Mamma, hai 10.000 persone che leggono dei tuoi… giocattoli?” “E delle mie recensioni su Amazon, sì.” Aprì il suo profilo. LindaB_Delights aveva ormai 5.000 follower. Le sue recensioni erano state “utili” per oltre 20.000 persone. Una casa produttrice le aveva offerto una collaborazione pagata. “Quanto ti pagano?” chiesi. “Cinquecento dollari al mese più prodotti gratis.” Rimasi a bocca aperta. “Stai scherzando?” “Tesoro, ho appena comprato un’aspirapolvere nuovo con i soldi delle recensioni.”

Nei mesi successivi, successe qualcosa di strano. Iniziai a vedere mia madre in modo diverso. Non più come la donna che mi aveva cresciuta, ma come una persona. Con desideri, segreti, e una vita che non conoscevo. Un pomeriggio, mentre bevevamo il tè, mi chiese: “E tu? Come va la tua vita sentimentale?” Alzai le spalle. “Non ho tempo per frequentare qualcuno.” “Non hai tempo o hai paura?” La domanda mi colpì dritto al petto. “Forse tutte e due.” Lei annuì. “Sai, anch’io avevo paura. Poi ho capito che l’unico modo per superarla era affrontarla. Con o senza qualcuno accanto.” Prese il telefono e mi mostrò una foto. Un uomo sulla sessantina, capelli grigi, sorriso gentile. “Chi è?” “Si chiama Robert. L’ho conosciuto su un forum di… beh, di giocattoli. È vedovo anche lui. Ci vediamo da due mesi.” La mia mascella cadde. “Mamma! Hai un fidanzato?” “Non esagerare. Usciamo insieme. A volte.” “E… e fate…” “Sono affari miei,” mi interruppe con un sorriso malizioso. “Ma se vuoi, ti mando la recensione del lubrificante che usiamo.” “MAMMA!”

Robert si rivelò un uomo meraviglioso. Gentile, rispettoso, e faceva ridere mia madre come non la vedevo da anni. Dopo sei mesi, si sono fidanzati. Dopo un anno, si sono sposati. Al matrimonio, ero la damigella d’onore. Durante il discorso, dissi: “Mia madre mi ha insegnato molte cose. A camminare, a parlare, a essere indipendente. Ma la lezione più importante me l’ha data a cinquantotto anni: che non è mai troppo tardi per ricominciare a vivere.” Mia madre pianse. Robert pianse. Io piansi. Tutti piansero.

Qualche settimana fa, ho controllato il profilo Amazon di mia madre. LindaB_Delights ha ormai 15.000 follower. Le sue recensioni sono considerate tra le più affidabili del settore. La sua ultima recensione era di un vibra-dito. Cinque stelle. Il commento diceva: “Mia figlia dice che sono una cattiva influenza. Ma mi ha appena chiesto di consigliarle un regalo per il suo ragazzo. Missione compiuta.”

Ora, quando torno a casa nel weekend, trovo mia madre e Robert sul divano che guardano la TV. A volte, nel cassetto del comodino, vedo cose che preferirei non vedere. Ma ho imparato a farmi gli affari miei. Perché lei ha imparato a farsi i suoi.

Qualche giorno fa, mi ha mandato un messaggio. Era il link a una nuova recensione. Il titolo diceva: “Il miglior regalo di Natale? Un corso di auto-consapevolezza corporea. Me l’ha regalato mia figlia. Finalmente ho smesso di usare i suoi vibratori.”

Le ho risposto: “Finalmente posso comprarne di nuovi senza che tu li scopra.”

Mi ha risposto: “Troppo tardi. Ho già aperto il pacco.”

Fine.

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